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Morì nel rogo del furgone, indagini ferme
COLLESALVETTI. È inquietante uno degli ultimi messaggi inviati prima di morire da Massimiliano Rossi, il quarantenne che per qualche tempo aveva seguito un locale a Collesalvetti e ora gestiva la...
COLLESALVETTI. È inquietante uno degli ultimi messaggi inviati prima di morire da Massimiliano Rossi, il quarantenne che per qualche tempo aveva seguito un locale a Collesalvetti e ora gestiva la discoteca Dress Code a Ponsacco. Eppure la Guardia Civil di Palma di Maiorca non sembra intenzionata a scavare più di tanto nella vicenda. Di questo è convinta la famiglia del Rossi, per tutti Max, è morto carbonizzato, d'estate, in seguito all’incendio del suo furgone, sull'isola di Maiorca, dove si era trasferito.
La madre dell’imprenditore non crede che il figlio si sia tolto la vita e chiede alle autorità spagnole e italiane che le indagini non si fermino. La donna anche davanti alle telecamere di “Chi l’ha visto?” ha ripetuto tutta la sua angoscia. Il messaggio è piuttosto chiaro: «Ho visto che fine ha fatto la ragazza sparita a Magaluf due anni fa… setta satanica presente a Mallorca e credo di sapere dove hanno fatto la messa nera… se muoio sai perché… e di cercare nei pressi di una cascina diroccata prendendo il cammino che va nella pineta da dove ci sono i cassonetti della spazzatura… vicino al ristorante El Sol a Son Serra Marina… Nel pozzo…».
Il furgone è stato recuperato e il luogo dove era parcheggiato è stato oggetto di un intervento per cancellare i segni dell’incendio sull’asfalto. La donna, che è già tornata più volte sull’isola, non vuole che si spengano i riflettori sulla morte del figlio. Sostiene che Max fosse a conoscenza di segreti che riguardano l’isola collegati con possibili pratiche esoteriche e con la scomparsa di una giovane.
Dalla Farnesina e dalla Guardia Civil non arrivano novità sulle indagini.
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