Il Tirreno

Livorno

Invasione di topi in via Garibaldi

Un topo
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Un topo

I negozianti: non sono spaventati da rumori e presenza umana, ce li troviamo alle saracinesche e sulla soglia dei portoni

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LIVORNO. Invasione di topi in via Garibaldi. E’ un clima un po’ da film dell’orrore quello che stanno vivendo in questi giorni i residenti e i commercianti di via Garibaldi, in particolare nel tratto nord, quello che dall’Iti arriva alla Guglia e più nel dettaglio, nella zona dell’incrocio con via Sgarallino (un punto, effettivamente, ad alto rischio, forse anche per la presenza del vicino mercato ortofrutticolo che, per quanto tenuto pulito e in ordine, emette talvolta un odore pungente in grado di attirare l’attenzione dei roditori).

I racconti degli abitanti e dei commessi dei negozi sono un po’ tutti uguali: «I ratti – spiega un commerciante – escono dalle fogne a qualsiasi ora del giorno e della notte, per niente spaventati dai rumori e dalla presenza umana: ce li troviamo alle saracinesche, sulla soglia dei portoni».

Una signora che faceva le pulizie in un palazzo vicino all’angolo con via della Bastia, qualche mattina fa – racconta un abitante della zona – è scappata via terrorizzata dopo aver visto uno degli animali correrle incontro, rifiutandosi di continuare a lavorare.

A testimonianza dell’ondata di avvistamenti notiamo anche la carcassa di un ratto. Gli avventori di un bar scuotono la testa: «Mai vista una cosa del genere: l’altra notte ce n’erano sei che giravano indisturbati tra le auto. Abbiamo avvisato l’Asl».

Ma che fare dunque in questi casi? Chi si occupa esattamente di questo tipo di intervento? La competenza dell’Asl è più pertinente quando si tratta di edifici pubblici. La derattizzazione delle strade spetta ad Aamps, però può essere sollecitata dall’Asl (in particolare in un caso come questo) alla quale il cittadino può presentare un esposto scritto.

L’Asl verifica, controlla, documenta e allerta l’Aamps, che interviene (o dovrebbe intervenire) tempestivamente.

L’augurio dei residenti, visto l’alto numero di abitazioni private e di attività commerciali di somministrazione ed alimentari presenti nella zona, è proprio questo: «Che chiunque ne abbia competenza, fosse anche il pifferaio magico, – si confida la titolare di un negozio di articoli per la casa – intervenga alla svelta perché così non si può proprio andare avanti». (c.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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