Il Tirreno

Livorno

La nave in banchina spegne i motori e si alimenta con l'energia elettrica

La fregata Bergamini alla calata Sgarallino attaccata alla centrale elettrica (Pentafoto)
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La fregata Bergamini alla calata Sgarallino attaccata alla centrale elettrica (Pentafoto)

Livorno, inaugurato l'impianto alla calata Sgarallino costruito per ridurre l'inquinamento delle love boat. Livorno tra i primi porti europei in questo campo. Ma per adesso sono poche le navi in grado di utilizzare l'innovazione

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LIVORNO. È approdata a Livorno lunedì scorso, ormeggiando nel cuore del porto passeggeri, ha effettuato tutti i test preliminari del caso e, questa mattina, alle 11.30, la fregata Carlo Bergamini ha finalmente spento i motori, facendosi alimentare attraverso l’energia elettrica fornita da terra. Esperimento riuscito: il sistema di elettrificazione della Calata Sgarallino (banchina di solito riservata alle love boat di taglia media) ha funzionato perfettamente e ha consentito alla nave messa a disposizione dalla Marina Militare di prelevare energia dalla rete grazie ad una sottostazione elettrica installata dentro l’ex Silos Granari e per la quale l’Enel Distribuzione ha predisposto una fornitura di energia elettrica di 7 mila Kw.

Il sistema di elettrificazione, il primo ad essere testato con successo in Italia, è abbastanza complesso e collega questa sottostazione (che converte l’elettricità della rete nella frequenza appropriata richiesta a bordo) a tre terminal posizionati a ciglio banchina. Ce ne sono tre perché a seconda del punto di attracco della nave, o della posizione della spina di attacco a bordo della stessa (in prua, poppa, o nel mezzo), può essere preferibile usare un punto di collegamento piuttosto che un altro. Ognuno di questi terminali è in grado di poter essere collegato all’impianto a bordo nave attraverso un sistema mobile su gomma dotato di una prolunga elettrica che può arrivare ad una lunghezza di 65 metri. Una volta all’interno della nave, la linea a media tensione viene connessa al quadro elettrico di ricezione.

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L’impianto, che ha una potenza erogabile fino a 12 MW, una tensione di alimentazione compresa tra i 6.600 e gli 11.000 Volt e una frequenza di 50/60 Hz, è costato 3,5 mln di euro e ha ricevuto specifici cofinanziamenti da parte del Ministero dell’Ambiente (60%) e della Regione Toscana (20%).

«Oggi è stato testato su una fregata militare, ma l’obiettivo dell’Authority è quello di sviluppare il l’onshore power supply (questo il nome tecnico dell’impianto) sulle navi da crociera, di medie e grandi dimensioni», ha precisato il dirigente Ambiente e Sicurezza dell’APL, Giovanni Motta, che ha anche spiegato quali sono i benefici ambientali connessi all’uso di questa tecnologia: «I consumi di carburante e le conseguenti emissioni - ha detto - derivano dalla necessità di mantenere in attività tutte le dotazioni elettriche della nave. L’utilizzo di un impianto di fornitura elettrica da terra permette proprio l’eliminazione della fonte emissiva a banchina e il conseguente abbattimento di tutti gli inquinanti». Un bel risultato se si considera che una grande nave da crociera, ferma in porto per 10 ore, brucia sino a 20 tonnellate di carburante e immette in atmosfera 60 tonnellate di anidride carbonica.

 

Il sistema, il primo in Europa di tale potenza ad essere dedicato alle navi passeggeri, permetterà inoltre di alleggerire l’impatto acustico sull’abitato cittadino grazie allo spegnimento dei motori delle navi attraccate a banchina. «È il primo vero passo in avanti per trasformare lo scalo labronico in un porto green a basso impatto ambientale – ha detto il commissario dell’Autorità Portuale di Livorno, Giuliano Gallanti -, l’Autorità portuale ha intenzione di estendere il servizio di fornitura di energia elettrica da terra all’intero comparto delle crociere con la realizzazione di altri tre punti di collegamento».

Nei prossimi anni verranno infatti realizzati nuovi impianti di elettrificazione, due all’Alto Fondale (che il Piano Regolatore del Porto destina alle navi da crociera) e uno alla Calata Orlando (che si trova di fronte all’Alto Fondale). «Una volta realizzati questi punti consegna – ha concluso Motta – l’Enel ci ha comunicato che si impegnerà a realizzare una nuova cabina primaria da 45 MW, che permetterà di migliorare anche la distribuzione dell’energia elettrica a tutta la città».

L’impianto di elettrificazione è stato testato alla presenza dei vertici della Port Authority labronica e di tutte le principali autorità istituzionali cittadine, provinciali, regionali, e nazionali. 

 

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