Il Tirreno

Livorno

denaro e giustizia»LE INCHIESTE

di Federico Lazzotti

LIVORNO. È un raggiro sinistro e mortale quello ipotizzato nei confronti di un dipendente comunale, fino a pochi mesi fa impiegato all’interno dell’ufficio cimiteriale nel complesso dei Lupi....

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LIVORNO. È un raggiro sinistro e mortale quello ipotizzato nei confronti di un dipendente comunale, fino a pochi mesi fa impiegato all’interno dell’ufficio cimiteriale del complesso dei Lupi.

Secondo le denunce firmate dai parenti di alcuni defunti, infatti, l’addetto, in più occasione, avrebbe venduto i loculi facendosi dare in contanti i soldi che invece sarebbero dovuti finire nelle casse del Comune. E si parla, per ogni operazione, di una cifra che oscilla tra i dodici e i quindici mila euro.

A dare nuova linfa a un sospetto che era già emerso negli anni scorsi, il censimento dei loculi nel cimitero dei Lupi da parte del nuovo responsabile che si è insediato all’inizio dell’anno. Bene, dalle verifiche è emerso che confrontando gli spazi pagati con quelli occupati, i conti non tornavano. Detto più chiaramente molti dei loculi che avrebbero dovuto essere liberi perché non pagati sono risultati occupati.

È da questo dato di fatto inconsueto che la sezione di polizia giudiziaria della polizia municipale ha cominciato a fare degli accertamenti su questi spazi. Così dagli archivi sono anche riemersi almeno sei casi sospetti risalenti al periodo compreso tra il 2007 e il 2008 che avevano la stessa natura. E pure altri nel 2013. Possibile - si sono chiesti gli investigatori - che dietro a queste anomalie ci sia la stessa persona?

Le deposizioni dei parenti

Nei mesi scorsi la Municipale ha cominciato ad approfondire anche le vecchie segnalazioni. E negli uffici del comando sono sfilati i parenti dei defunti che avevano un loculo, ma che dai registri non risultava avessero pagato il Comune.

Ad oggi in cinque, tra i quali il cognato dello stesso dipendente comunale sospettato del raggiro, hanno confermato, in toto o in parte, i sospetti.

La storia che gli agenti hanno ascoltato e messo a verbale, con qualche sfumatura diversa a seconda dei casi, è più meno la stessa. I familiari si presentavano all’ufficio cimiteriale dei Lupi all’indomani della morte del caro per avere un loculo e l’addetto spiegava loro che c’era disponibilità di spazi.

A quel punto - secondo gli investigatori - scattava il raggiro da parte del pubblico ufficiale. La procedura regolare, infatti, è molto chiara e semplice.

Le fatture taroccate

Il regolamento che dovrebbe essere seguito in questi casi, specifica che ai familiari debba essere consegnato un bollettino con l’importo da pagare. Dopo il versamento i parenti si devono presentare all’ufficio con la ricevuta del pagamento e a quel punto viene assegnato loro il loculo e gli viene data in cambio un cedola che attesta l’avvenuto pagamento e quindi la regolarità dell’operazione.

Dalle indagini è emerso qualcosa di molto diverso. Infatti in almeno cinque casi i parenti hanno spiegato agli investigatori di essersi presentati all’ufficio cimiteriale e di essersi sentiti dire dall’addetto di versare i soldi direttamente a lui in contanti. In totale la cifra che avrebbe intascato da queste operazioni illegali si aggirerebbe intorno ai 50mila euro.

Il dipendente pubblico però, forse per rassicurare i clienti della bontà e regolarità di quella operazione, al momento del versamento del denaro, consegnava una ricevuta con su scritto “pagato”.

Alcuni di questi documenti considerati “falsi” dagli inquirenti, sono ora finiti agli atti del procedimento inviato alla Procura della Repubblica. L’ipotesi, nei confronti del dipendente pubblico potrebbe essere quella di falso e peculato.

Nuove verifiche

L’inchiesta, ad oggi, è in una fase poco più che embrionale e molto deve essere ancora fatto a livello di accertamenti per essere certi di avere gli elementi necessari in grado di portare l’indagine davanti a un giudice.

Anche perché la maggior parte dei casi emersi risalgono al periodo compreso tra il 2007 e il 2008. Mentre quelli più recenti sono in numero molto inferiore. Ecco perché il rischio è che l’indagine a breve possa finire in un nulla di fatto a causa dell’avvenuta prescrizione.

In vista di questa eventualità, gli investigatori, incrociando i dati forniti dall’ufficio cimiteriale tra loculi venduti e quelli non pagati, dovranno ascoltare numerosi familiari dei defunti per capire se anche lo siano state vittime del raggiro.

Al momento l’unica cosa certa è che il dipendente sospettato, ad oggi, non è più eventualmente nelle condizioni di ripetere lo stesso comportamento perché è stato trasferito. Ora però se le ipotesi saranno confermate, il rischio immediato è quello di una sospensione in via cautelativa dal lavoro in attesa del proseguo dell’inchiesta.

@fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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