Il Tirreno

Livorno

"Vendeva i loculi al cimitero e teneva i soldi", indagato per peculato dipendente pubblico

Federico Lazzotti
I loculi al cimitero dei Lupi
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I loculi al cimitero dei Lupi

Livorno, l'uomo, 57 anni, nei guai dopo le denunce dei parenti dei defunti: pagati fino 15mila euro. Incrociando i dati tra loculi pagati e loculi occupati sono emerse diverse anomalie. Indaga la polizia municipale 

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LIVORNO.  È un raggiro sinistro e mortale quello ipotizzato nei confronti di un dipendente comunale, fino a pochi mesi fa impiegato all’ufficio cimiteriale nel complesso dei Lupi. Secondo le denunce firmate dai parenti di alcuni defunti, infatti, l’addetto, in più occasione, avrebbe venduto i loculi facendosi dare in contanti i soldi che invece sarebbero dovuti finire nelle casse del Comune. E si parla, per ogni operazione, di una cifra che oscilla tra i dodici e i quindici mila euro per un totale calcolato in circa cinquantamila euro. Il dipendente, 57 anni, è ora indagato per peculato e rischia una sospensione dal lavoro in via cautelativa.

A dare nuova linfa a un sospetto che era già emerso negli anni scorsi, il censimento dei loculi al cimitero dei Lupi richiesto dal nuovo responsabile che si è insediato all’inizio dell’anno: dalle verifiche è emerso che confrontando gli spazi pagati con quelli occupati, i conti non tornassero. Detto più chiaramente molti dei loculi che avrebbero dovuto essere liberi perché non pagati sono risultati occupati.

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Così dagli archivi sono anche riemersi almeno sei casi sospetti risalenti al periodo compreso tra il 2007 e il 2008 che avevano la stessa natura. E pure altri nel 2013. Possibile - si sono chiesti gli investigatori - che dietro a queste anomalie ci sia la stessa persona? Le deposizioni dei parenti. Nei mesi scorsi la Municipale ha cominciato ad approfondire anche le vecchie segnalazioni. E negli uffici del comando sono sfilati i parenti dei defunti che avevano un loculo, ma che dai registri non risultava avessero pagato il Comune. Ad oggi in cinque hanno confermato, in toto o in parte, i sospetti.

La storia che gli agenti hanno ascoltato e messo a verbale, con qualche sfumatura diversa a seconda dei casi, è più meno la stessa. I familiari si presentavano all’ufficio cimiteriale dei Lupi all’indomani della morte del caro per avere un loculo e l’addetto spiegava loro che c’era disponibilità di spazi. A quel punto - secondo gli investigatori - scattava il raggiro da parte del pubblico ufficiale. La procedura regolare, infatti, è molto chiara e semplice.

Il regolamento che dovrebbe essere seguito in questi casi, specifica che ai familiari debba essere consegnato un bollettino con l’importo da pagare. Dopo il versamento i parenti si devono presentare all’ufficio con la ricevuta del pagamento e a quel punto viene assegnato loro il loculo e gli viene data in cambio un cedola che attesta l’avvenuto pagamento e quindi la regolarità dell’operazione.  Dalle indagini è emerso qualcosa di molto diverso. Infatti in  cinque casi i parenti hanno spiegato agli investigatori di essersi presentati all’ufficio cimiteriale e di essersi sentiti dire dall’addetto di versare i soldi direttamente a lui in contanti. In totale la cifra che avrebbe intascato da queste operazioni illegali si aggirerebbe intorno ai 50mila euro. Il dipendente pubblico però, forse per rassicurare i clienti della bontà e regolarità di quella operazione, al momento del versamento del denaro, consegnava una ricevuta con su scritto “pagato”.

Gli investigatori, incrociando i dati forniti dall’ufficio cimiteriale tra loculi venduti e quelli non pagati, dovranno ascoltare numerosi familiari dei defunti per capire se anche lo siano state vittime del raggiro.  Al momento l’unica cosa certa è che il dipendente sospettato, ad oggi, non è più nelle condizioni di ripetere lo stesso comportamento perché è stato trasferito. Ora però se le ipotesi saranno confermate, il rischio immediato è quello di una sospensione in via cautelativa dal lavoro in attesa del proseguo dell’inchiesta che potrebbe  rivelare  nuove sorprese.

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di Redazione web