Il Tirreno

Livorno

L’assessore Gordiani annuncia le dimissioni

di Juna Goti

Lettera a Nogarin: «Incontriamoci, situazione insostenibile, metterò a disposizione le deleghe». Intanto si dimezza l’indennità

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LIVORNO. Nessuna corda si tira all’infinito, prima o poi si spezza. E alla fine l'assessore Giovanni Gordiani ha fatto il primo passo: è pronto a rimettere le sue deleghe nelle mani del sindaco e anche a dimettersi, se non sarà lo stesso Filippo Nogarin ad assicurargli a strettissimo giro che ci sono le condizioni per andare avanti. Questa volta a raccontarlo non è il gossip di palazzo che si rincorre da settimane, ma una lettera che l'assessore alla mobilità e all’ambiente ha indirizzato direttamente a Filippo Nogarin e al segretario generale del Comune, Giuseppe Ascione.

L’oggetto è questo: “Richiesta di incontro in relazione all'attuazione degli obiettivi di mandato”. La sostanza è ben più forte. «Egregio sindaco, caro Filippo – si legge – ti anticipo mie osservazioni che dovranno essere oggetto di chiarimento in un incontro fra di noi, che ho già chiesto per mezzo dello staff del tuo gabinetto». Un incontro «urgente», «sulle tematiche legate all'incarico conferitomi», nel corso del quale «ti metterò a disposizione le mie deleghe, date le difficoltà in cui mi trovo a operare». Difficoltà «in cui stiamo lavorando ormai da almeno un anno, in particolare nei settori ambiente, mobilità, energia».

L’affondo è durissimo, soprattutto per un’amministrazione a 5 Stelle: «L'ambiente e la mobilità, che dovevano essere il nostro fiore all'occhiello – scrive Gordiani – sono stati oggettivamente penalizzati». E «nonostante l'impegno di tutti, negli uffici, la situazione è diventata insostenibile».

Perché? L’assessore critica senza troppi giri di parole la riorganizzazione degli uffici comunali, sostenendo di fatto che i suoi settori sarebbero stati penalizzati: «Tutti danno il massimo per portare avanti i miei indirizzi, gli obiettivi di mandato e le linee di programma, oltre all'ordinaria amministrazione, ma la riduzione delle risorse umane e la perdita delle sinergie precedentemente presenti fanno sì che ogni obiettivo ambizioso di indirizzo non possa essere raggiunto in tempi ragionevoli».

«Competenze frammentate – aggiunge – ci sono anche nel settore "progetti e sviluppo", soprattutto a livello di assessorati: questo comporta maggiori difficoltà nel coordinamento interno e nell'interlocuzione politica con gli enti per il reperimento dei fondi e finanziamenti». Ciò, aggiunge ancora, «non segue quel modello integrato e di cabina di regia unica che avevo presentato qualche tempo fa e che già sta funzionando a livello operativo di uffici con progressiva strutturazione e formazione ottimale delle capacità progettuali».

Ma è a questo punto che la crisi politica interna alla giunta, e tra l’assessore e almeno una parte della base a 5 Stelle, si fa evidente. Scrive Gordiani a Nogarin: «Un assessore de facto sfiduciato da parte tua e da parte di un settore del gruppo M5S – sfiducia a volte associata a latenti campagne denigratorie nei miei confronti – trasmette incertezza agli uffici, che pur mi rinnovano quotidianamente il loro sostegno tradotto nella dimostrazione di diligenza quotidiana».

Le parole che mette nero su bianco sono esattamente queste: «Sfiducia associata a latenti campagne denigratorie». Prima di annunciare che «nel caso in cui non si proceda con sollecitudine a esaminare le mie osservazioni, formalizzerò in via definitiva le mie dimissioni».

Quello che scrive Gordiani fa pensare che i margini per evitare una frattura definitiva, e quindi un cambio in giunta, siano davvero ridotti. Ma al tempo stesso l’assessore sembra voler lasciare la palla nelle mani del sindaco. «Nel frattempo – scrive infatti – conscio delle importanti partite che abbiamo in corso, ti confermo l'assoluto impegno per continuare le attività relative ad Aamps, attività nel quadro della settimana europea della riduzione dei rifiuti, piano mobilità, progettazione e partecipazione ai bandi nazionali ed europei, fondamentali per la ripartenza della nostra città».

Non può però non essere letto come una contraddizione quello che viene dopo: se da una parte Gordiani si dice pronto a riconsegnare le deleghe e a dimettersi, dall’altra trasmette ufficialmente al segretario generale «la mia richiesta di riduzione volontaria dell'indennità per contribuire al rilancio sociale e ambientale della città». Perché questo annuncio? L’inchiesta pubblicata dal Tirreno sui 30.000 euro complessivi di rimborsi presi nell’ultimo anno da tre assessori (Gordiani, Lemmetti e Perullo) ha scatenato un bel po’ di polemiche nelle chat interne dei 5 Stelle, per niente entusiasti di queste somme. L’assessore ha sempre detto che non avrebbe rinunciato ai rimborsi casa-lavoro («spese vive» li ha definiti) ma oggi risponde alle polemiche rinunciando al 50% dell’indennità. Un modo per non dare “alibi stellati” al sindaco nel caso in cui decidesse di salutarlo?

Intanto ieri pomeriggio si è riunita la giunta, ma a quanto risulta il “caso Gordiani” non è stato affrontato.

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