Il Tirreno

Livorno

Il Pd rischia grosso in Provincia: bilancio in bilico

In parità (5-5) la prima votazione per l’assenza di Giuliani e se Forza Italia vota di nuovo no la maggioranza va sotto

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LIVORNO. In Provincia il Pd rischia grosso. Non dal punto di vista amministrativo, ma dal punto di vista politico. Due giorni fa, infatti, l’assenza a Palazzo Granducale del sindaco di Piombino, Massimo Giuliani, sommata ai numeri già risicati della maggioranza, ha impedito l’approvazione del bilancio consolidato 2014. Bilancio che ora rischia di incassare una sonora bocciatura, se sarà confermato il voto contrario di Forza Italia.

Gli equilibri politici della Provincia, per la verità, sono in bilico dallo stesso giorno dell’elezione del presidente Alessandro Franchi (Pd). La Provincia è diventata un ente di secondo livello e per la prima volta a votare sono stati i consiglieri dei vari comuni del territorio (con il voto ponderato, quindi con un peso maggiore per i Comuni capoluogo come Livorno, che è a 5 Stelle). Il Pd alla fine l’ha spuntata su Assemblea Democratica, ma solo con il sostegno di Forza Italia. E la fotografia uscita fuori dalle urne è stata questa: cinque consiglieri del Pd più il presidente, sei consiglieri di Assemblea democratica e uno di Forza Italia. Tradotto: il Pd governa l’ente rivoluzionato (e in fase di dismissione), ma senza avere numeri solidi.

I nodi sono venuti al pettine lunedì mattina: all’ordine del giorno c’era la votazione del bilancio consolidato 2014. In pratica lo stesso bilancio sperimentale (diverso dal previsionale o dal consuntivo) che tiene di conto dei numeri delle partecipate e che a settembre è stato bocciato in Comune dai consiglieri M5S per l’assenza dei conti di Aamps.

In Provincia la prima votazione è finita in parità: hanno votato contro i consiglieri di Assemblea democratica Cannito, Callaioli, Masoni e Donnoli (erano assenti Bruciati e Gesess), così come l’ago della bilancia Malanima (Forza Italia). I consiglieri Pd hanno votato tutti a favore (Bacci, Mirabelli, Scarpellini, Lambardi), ma ha pesato l’assenza di Giuliani.

Cinque a cinque, insomma: la delibera risulta “infruttuosa” (né respinta né approvata), e sarà rivotata al prossimo consiglio, che dovrebbe riunirsi il 26. I numeri dicono che se tutti i consiglieri saranno in aula e Forza Italia confermerà il voto contrario, la delibera non passerà. Non un dramma amministrativo, ma comunque uno schiaffo politico.

«Le opposizioni – taglia corto il capogruppo di Ad, Marco Cannito – votano sempre conttro il bilancio...». «Già all’indomani delle elezioni – fa poi una riflessione politica – si sapeva che il Pd non avrebbe avuto i numeri se non con Fi. Proponemmo di avere la vicepresidenza per una sorta di governo allargato sui temi principali, ma questa proposta fu rifiutata ed è stato un errore».

«Di fatto – sottolinea – per i problemi che riguardano il territorio provinciale (sicurezza dei cittadini, manutenzioni...) portiamo avanti atti congiunti, come è accaduto ad esempio per il problema della Geodetica di Piombino». Ma per il resto semmai «ci sia una esplicita richiesta di aiuto, visto che non hanno voluto un ponte istituzionale...».

«Il problema dei numeri è oggettivo – dice dall’altra parte il capogruppo del Pd, Federico Mirabelli – ma abbiamo sempre provato a spostare il confronto sul merito delle questioni e fino a oggi ci siamo riusciti. È la prima volta in questo ultimo anno che una votazione finisce in pareggio. I margini per arrivare all’approvazione sono effettivamente stretti: noi faremo il nostro, chi vota contro se ne assumerà la responsabilità. Ma la viviamo – minimizza – senza particolari drammi: la situazione in Provincia non è paragonabile a quella del Comune, dove i 5 Stelle hanno numeri ben diversi».

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di Redazione web