Gioco
Traslocano gli archivi del catasto, migliaia di pratiche bloccate
Un anno fa il trasferimento degli uffici dalla Cigna a Porta a Terra, ma i faldoni erano rimasti nella vecchia sede L’accusa della Cgil: lavoratori costretti a cercare i documenti nei locali non agibili della torre di Campo di Marte
LIVORNO. Poco più di un anno fa - era l’estate del 2014 - gli uffici dell’agenzia del territorio, l’ex catasto, hanno lasciato la famigerata torre della Cigna.
Sono stati gli ultimi di una fuga che aveva visto svuotarsi quel disgraziato grattacielo, in realtà mai riempito nei suoi 19 piani fuori terra e tre livelli sotterranei, e ora completamente disabitato, all’asta ormai da sette anni con un valore che nel tempo si è disintegrato, dai 20 milioni richiesti nel 2008 ai 3.5 che saranno la base dell’ennesima vendita giudiziaria che verrà tentata il 20 novembre.
Sono fuggiti gli uffici, insieme al bar e alla banca che avevano resistito nonostante il clamoroso flop dell’immobile, ma sono rimasti al primo piano di via Campo di Marte gli archivi del catasto.
Migliaia di faldoni che contengono la storia urbanistica della città e la sua fotografia attuale, casa per casa, stanza per stanza, terreno per terreno, fabbricati industriali, commerciali, artigianali, i loro valori, le ipoteche, le classificazioni, le volture, le modifiche intercorse nel tempo. Tutto è rimasto lì, da un anno, anziché seguire i dipendenti nella nuova sede del catasto, in via Lampredi, a meno di due chilometri dalla Cigna. Col risultato che da un anno i servizi per i cittadini hanno subito gravi ritardi, ma anche che i lavoratori dell’agenzia sono stati costretti a fare la spola tra la vecchia e la nuova sede per reperire via-via le pratiche necessarie.
Per un anno servizio al rallenty. «Una situazione difficile, che ha creato gravi disagi all’utenza, difficoltà lavorative ma anche rischi per la sicurezza dei dipendenti», racconta Giovanni Golino, segretario della funzione pubblica della Cgil.
Il disbrigo delle pratiche ha viaggiato al rallenty, «poiché - spiega Golino - venivano messe insieme una serie di richieste e poi con una macchina, una volta a settimana i lavoratori andavano a prendere la documentazione necessaria nell’archivio».
Quei faldoni lasciati nei locali inagibili. Ma il problema che denuncia il sindacato è soprattutto quello legato alla sicurezza: «Come noto l’edificio della Cigna ha gravi carenze strutturali e ogni volta che i lavoratori dell’agenzia in questo anno sono tornati negli ex uffici per reperire la documentazione di cui avevano bisogno, l’hanno fatto mettendo a rischio la propria incolumità fisica. Quello che abbiamo denunciato per un anno è che se un edificio è inagibile, lo è sempre, anche quando c’è da andare a reperire i documenti in archivio».
Arriva il trasloco, ma... La situazione è destinata a migliorare, perché è in corso un trasloco che trasferirà l’archivio nella nuova sede, collocata in una delle torri di via Lampredi, dietro all’Ipercoop. Il che, se da un lato renderà nuovamente fluido il servizio ed eliminerà la spola dei lavoratori tra Porta a Terra e la Cigna, dall’altro, oggi, ha praticamente bloccato l’attività dell’agenzia del territorio.
«In questo momento è tutto impacchettato poiché siamo in fase di trasloco - spiega ancora Golino -, agli utenti viene chiesto di fare domanda ma sarà risposto solo quando sarà completato il trasloco». Quando? «Non abbiamo avuto comunicazione esatta dei tempi», risponde il segretario della funzione pubblica della Cgil.
Il risultato è che sono centinaia, probabilmente migliaia le pratiche ferme. «Tutto è rinviato alla fine del trasloco - continua Golino -. Per noi è un risultato positivo che si sia finalmente proceduto a trasferire l’archivio nell’attuale sede, per cui siamo soddisfatti. Certo, resta un grave disagio per l’utenza che arriva dopo un anno di ritardi».
«Serve una sede adeguata». Risolta la questione del trasloco - quando sarà completato - non finiranno i problemi del catasto livornese. «Purtroppo no - continua Golino -, perché l’agenzia del territorio rimane divisa in due sedi diverse, l’ex catasto in via Lampredi, la conservatoria in via delle Cateratte. Tutto questo prima di tutto arreca disagi all'utenza ma crea anche le condizioni perché i lavoratori rendano un servizio meno efficiente. Vogliamo una sede unica per tutta l’ex agenzia del territorio e che si trovi una migliore dislocazione logistica per i lavoratori che oggi si trovano in via Lampredi, costretti in spazi ristretti non adeguati al flusso quotidiano. I locali sono piccoli, la gestione del pubblico problematica, manca la giusta privacy da dare al singolo utente».
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