Gioco
Tiziano ha vinto la sua corsa più bella: la vita
Formichini, 35 anni, si è sentito male domenica al sesto chilometro della corsa L’operazione, durata 6 ore, è riuscita: l’atleta è comunque in prognosi riservata
LIVORNO. Lo sparo dello starter, una manciata di minuti nel gruppo, poi la luce che si appanna e lo stop forzato. Succede spesso, agli atleti di punta che corrono le Olimpiadi come agli amatori che si vogliono solo tenere in forma. A volte è un calo di zuccheri, altre volte è il pasto che resta sullo stomaco.
Per Tiziano Formichini, 35 anni, non era né l’uno né l’altro. Ma qualcosa di molto più serio. Troppo pochi sei chilometri percorsi, quando l’obiettivo è arrivare a quei 42,195 che rappresentano il traguardo più glorioso di qualunque podista, per parlare di una banale crisi di zuccheri. E non era nemmeno un errore nell’alimentazione: Tiziano è un atleta esperto, che viene da anni di ciclismo e di triathlon. Infatti, gli accertamenti a cui è stato sottoposto subito dopo essere trasportato in ospedale hanno evidenziato la necessità di un intervento chirurgico d’urgenza che fortunamente è riuscito.
L’atleta livornese ultimamente si è dedicato molto nella corsa su lunga distanza e, l’11 ottobre, ha fatto il suo personale a Budapest: 2:57’53’’. Quella di domenica era la sua seconda maratona in meno di un mese, voleva farla per onorare l’evento podistico più importante della sua città. Non è riuscito a finirla, ma si è trovato impegnato nella gara più importante della sua vita.
Dopo i primi minuti, nella fase in cui ancora si cerca di trovare il ritmo giusto senza strafare, si è infatti sentito male. Un forte e improvviso mal di testa, a cui si è aggiunto il mal di stomaco. Tiziano si è fermato per ritirarsi, visto che non riusciva più a continuare: ha capito che c’era qualcosa che proprio non andava. È stato immediatamente soccorso da un’ambulanza medicalizzata della Misericordia: il medico e i volontari hanno subito capito che non si trattava di un banale malessere. La maratona per Tiziano è finita lì: la sua corsa successiva ha avuto come destinazione l’ospedale.
Una volta arrivato al pronto soccorso, è stato sottoposto agli esami di rito. Lui, nel frattempo, è rimasto sempre cosciente. E, verso le 14, è iniziato l’intervento chirurgico. Così mentre compagni e avversari si riprendevano dalla fatica della maratona, lui era in sala operatoria per fare la sua gara, con in palio un premio ben più importante: la sua giovane vita. È uscito alle 20, dopo sei ore di intervento, ed è rimasto sedato fino alla mattina di ieri.
Amici e parenti hanno iniziato a sperare che il peggio fosse passato nella serata di domenica, quando i medici hanno detto che l’operazione, eseguita dal primario di Neurochirurgia Orazio Santonocito, era tecnicamente riuscita, anche se la prognosi è riservata. Poi, lunedì, il risveglio nel reparto di Rianimazione dove dovrà restare finché il pericolo non sarà scongiurato. Formichini ricordava tutto quello che gli era successo, dal malessere alla corsa in ospedale.
Sollevati i compagni di squadra della Sempre di corsa team Testi, che hanno affidato a Facebook la loro gioia nel vedere il compagno di squadra riprendersi dall’intervento chirurgico. E ringraziano anche la sua passione, la corsa, che forse gli ha salvato la vita: «L’evento avrebbe potuto capitare ovunque e in qualunque contesto», sostengono. E, se non fosse successo in un’occasione controllata come un evento agonistico, forse non sarebbe stato soccorso subito, con «conseguenze che non vogliamo neanche immaginare». Sul profilo della società, intanto, si sono moltiplicati i messaggi di incoraggiamento di compagni e avversari.
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