La protesta
Sindaci, non passa la mozione Nogarin
All’unanimità il consiglio provinciale respinge la proposta di modifica dello statuto dell’assemblea dei primi cittadini
LIVORNO. A Palazzo Granducale tiene ancora banco la nuova organizzazione della Provincia. Ieri al centro del dibattito è finito lo statuto dell'assemblea dei sindaci, organo che ha poteri propositivi, consultivi e di controllo sulle decisioni del consiglio provinciale. Consiglio che però ha bocciato la proposta di modifica di un punto dello statuto (che regolamenterà le attività dell'assemblea) relativo al quorum e alla validità delle convocazioni.
Al di là dei tecnicismi, la decisione apre una riflessione politica significativa. Perché la proposta era arrivata in assemblea dal sindaco livornese, Filippo Nogarin, ma ha ricevuto parere contrario anche dal gruppo di minoranza, Assemblea Democratica, che alle elezioni dell'ottobre 2014 aveva ottenuto il sostegno di buona parte del Movimento 5 Stelle locale.
Andiamo con ordine: la legge sul riordino delle Province prevede che il consiglio crei lo statuto dell'assemblea dei sindaci, che tra i suoi compiti ha quello di fornire pareri (positivi o negativi, non vincolanti ma comunque necessari) sugli atti del consiglio provinciale. A settembre l'assemblea dei sindaci ha deliberato l'adozione definitiva dello statuto che le è stato sottoposto, ma ha avanzato la proposta di modifica dell'articolo 25, con l'eliminazione del periodo al comma 7 che recita: "Il parere (su un atto del consiglio, ndr) è da intendersi ugualmente acquisito qualora l'assemblea non raggiunga in seconda convocazione il quorum costitutivo richiesto".
L'eliminazione di quel punto, fanno sapere alcuni consiglieri, sarebbe stata avanzata in assemblea dal sindaco Nogarin. Anche perché la questione del quorum tira in ballo proprio il Comune di Livorno, che da solo rappresenta il 48% della popolazione della Provincia e che in caso di assenza rende quasi impossibile il raggiungimento della soglia minima richiesta.
La proposta di modifica è stata però bocciata all'unanimità in consiglio provinciale. Il gruppo Pd ha spiegato che l'eliminazione di quel passaggio comporterebbe il rischio di un atteggiamento ostruzionistico del Comune livornese, che semplicemente non presentandosi in assemblea potrebbe bloccare i lavori della Provincia. Il gruppo Assemblea Democratica ha espresso pur con toni diversi le stesse perplessità, perché in caso di mancato raggiungimento del quorum a oltranza, l'assemblea paralizzerebbe l'azione amministrativa. Anche Forza Italia si è espressa in modo contrario.
Ora la palla passa nuovamente all'assemblea dei sindaci. Intanto resta da capire come il sindaco Nogarin prenderà la bocciatura arrivata in modo unanime a Palazzo Granducale.
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