Il Tirreno

Livorno

Morto dopo la foto all’avvocata, il legale della famiglia: «Possiamo chiedere il risarcimento in sede civile»

Federico Lazzotti
Via Pastrengo
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Via Pastrengo

Livorno, la famiglia di Abele Libardo sta valutando una citazione civile nei confronti della giovane donna che pedinò il sessantacinquenne sul lungomare

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LIVORNO. «La famiglia della vittima, dopo aver visto come ha proceduto la Procura di Livorno in questa indagine, ha deciso di non fare opposizione alla richiesta di archiviazione ma sta valutando la possibilità di intraprendere un’azione civile nei confronti della donna». L’avvocato Luigi Cambrini, che cura gli interessi dei parenti della di Abele Libardo, impiega poche parole per fare capire come nonostante l’archiviazione in sede penale, la battaglia legale molto probabilmente proseguirà.

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«Nei prossimi giorni - va vanti il legale - faremo un incontro con i parenti più stretti della vittima (la moglie e i due figli) e decideremo come muoverci. L’idea è quella che anche se non ci sia stato un da parte della giovane donna un comportamento penalmente ci sia stato comunque un danno nei confronti della famiglia che potrà essere valutato in sede civile». La prossima tappa della vicenda, dunque sarà davanti a un giudice civile che dovrà appurare se il danno c’è stato ed eventualmente quantificarlo.

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