Il Tirreno

Livorno

Morì dopo la foto, archiviata l’indagine sull’avvocata

di Federico Lazzotti
Abele Libardo, 65 anni, e il luogo dove è deceduto il 10 gennaio 2015
◗
Abele Libardo, 65 anni, e il luogo dove è deceduto il 10 gennaio 2015

Alla giovane contestati due reati, ma dopo la richiesta del pm il legale dei familiari dell’uomo non ha fatto opposizione

3 MINUTI DI LETTURA





LVIORNO. Una ragazza corre sul lungomare all'ora di pranzo, un uomo le scatta una foto col cellulare, lei se ne accorge, si indigna, nasce una discussione e la giovane chiama la Questura. Dall'altra parte del telefono l'operatore le dice di non perdere d'occhio chi l'ha appena fotografata e aggiunge che manderà una volante.

Nasce un inseguimento che però dura poche centinaia di metri e finisce tragicamente: Abele Libardo, 65 anni, si accascia in via Pastrengo, all'Ardenza, e muore poco dopo, ucciso da un infarto. Il giorno successivo la donna, una giovane avvocata che ha appena compiuto 28 anni, viene indagata dalla Procura per i reati di violenza privata e morte in conseguenza di altro reato.

L'opinione pubblica si divide come raramente è accaduto, ma in questo caso gli elementi per far discutere sono molti e soprattutto sfiorano le spigolature delle sensibilità. Spuntano così i colpevolisti che giudicano esagerata la reazione della donna che se l'è presa per una foto, ribattono gli innocentisti che si sarebbero indignati tali e quali a lei, che poi mica l'ha aggredito: l'ha solo tenuto d'occhio in attesa dell'arrivo della polizia.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12420856:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/11/10/news/l-avvocata-prosciolta-per-la-morte-di-abele-libardo-lo-rifarei-perche-non-ho-fatto-nulla-1.12420856]]

A distanza di dieci mesi esatti da quel 10 gennaio, il Tribunale di Livorno - dopo un iter procedurale lungo e tortuoso che ha visto alternarsi due pubblici ministeri - ha messo la parola fine su questa vicenda archiviando il procedimento penale a carico della donna. Il giudice per le indagini preliminari Antonio Del Forno, ha così accolto la richiesta presentata il mese scorso dal pubblico ministero Fiorenza Marrara (che ha sostituito il collega Luca Masini) anche perché il legale della famiglia della vittima ha fatto scadere (volutamente) i termini per presentare l'opposizione riservandosi però di citare la giovane in sede civile «e chiedere un risarcimento danni».

Impossibile, anche secondo la più recente giurisprudenza, dimostrare per il primo capo d'imputazione - la morte in conseguenza di altro reato - che la donna riuscisse a prevedere come il proprio comportamento potesse innescare la morte del sessantacinquenne. La ventottenne, infatti, nel momento in cui ha chiamato la centrale del 113 e ha inseguito l'uomo in attesa dell'arrivo della polizia, non poteva sapere che questi era affetto da una cardiopatia ischemica e aveva interrotto la terapia farmacologica che gli era stata prescritta.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.10662764:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/01/13/news/mori-dopo-la-lite-per-il-cane-caso-archiviato-1.10662764]]

Tra l'altro, dalle indagini è emerso che lo stress vissuto dal sessantacinquenne, sia stato inferiore rispetto a quelli che la giurisprudenza porta come esempi in cui è possibile trovare un nesso di casualità tra la morte di qualcuno e il comportamento di una terza persona. Un’impostazione giuridica simile ha un precedente che ha visto protagonista lo stesso pubblico ministero. Nel giugno del 2012, in via delle Navi, Luana Caselli, 78 anni, morì in un alimentare dopo una lite con una parrucchiera che si era lamentata perché l’anziana aveva portato nell’esercizio commerciale il proprio cane. Anche in quel caso l’indagine venne archiviata.

Per quello che invece riguarda l’ipotesi di violenza privata l’archiviazione nasce dalla buona fede della donna e dal fatto che chiamare la polizia per recuperare delle immagini scattate a propria insaputa da un estraneo non sembra un comportamento penalmente rilevante. Ecco perché, almeno a livello penale, la morte di Abele Libardo, è stata una fatalità che nessuno poteva prevedere.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web