Il Tirreno

Livorno

L’avvocata prosciolta per la morte di Abele Libardo: «Lo rifarei, perché non ho fatto nulla»

Federico Lazzotti
L'avvocato Mario Galdieri
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L'avvocato Mario Galdieri

Livorno, dopo l’archiviazione dell’inchiesta l’avvocato attacca: nel capo d’imputazione indossare i fuseaux per correre vista come un aggravante

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LIVORNO. «Rifarei tutto quello che ho fatto perché quel giorno non ho fatto nulla di male e la vittima di quella situazione ero io: ho chiamato la polizia e ho seguito ciò che mi ha detto di fare l’operatore». La giovane avvocata la cui posizione è stata definitivamente archiviata per la morte di Abele Libardo, 65 anni, tira un sospiro di sollievo dopo la decisione del giudice.

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«Ho passato dei momenti di disagio soprattutto in relazione alla professione che svolgo. Non a caso fino alla chiusura delle indagini ho preferito interrompere il mio impegno professionale nel penale per non creare problemi e trovarmi in situazioni spiacevoli». Ciò che forse ha fatto più male a livello personale lo dice l’avvocato della giovane donna, Mario Galdieri. «Il capo d’imputazione iniziava con delle parole orribili: “Perché indossando fuseaux in un luogo pubblico...”. Come se mettersi dei pantaloni da jogging fosse un aggravante, una specie di provocazione implicita per quello che è successo successivamente».

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