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Il ladro vandalo resta in carcere: «Nuovi test sull’età»
Livorno, il giudice Beatrice Dani ha convalidato l’arresto di venerdì 5 novembre nei confronti del diciottenne che ha danneggiato un bar in via della Posta dopo un record di denunce: 8 in diciotto giorni
LIVORNO. Il ladro vandalo, meglio conosciuto come il re delle denunce, otto in diciotto giorni, resta in carcere. Ma su di lui saranno fatti ulteriori esami medici per verificare se è maggiorenne come hanno evidenziato le lastre alle quali è stato sottoposto venerdì dopo l’ennesima bravata criminale che gli è costato l’arresto, oppure se ha davvero 15 anni come ha cercato di spiegare al giudice Beatrice Dani durante l’udienza di convalida che si è svolta lunedì 9 novembre nel carcere delle Sughere. «Faremo arrivare i documenti che dimostrano che si tratta di un quindicenne».
Anche perché - a livello di conseguenze penali - il particolare che Rlab Badr, marocchino arrivato in Italia nell’agosto scorso, sia maggiorenne o minorenne, può cambiare notevolmente il suo futuro. Se ha meno di 18 anni, infatti, rischia una specie di tirata d’orecchie e un percorso di riabilitazione all’interno di case famiglia; se invece venisse confermato che di lui dovrà occuparsi il Tribunale penale, rischia una o più condanne molto pensanti.
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Anche perché da venerdì, quando dopo aver distrutto assieme a una banda di coetanei il bar “Casablanca” di via della Posta a colpi di spranghe, anche le altre forze dell’ordine che negli ultimi venti giorni hanno avuto a che fare con lui, hanno cominciato a mandare le denunce alla Procura della Repubblica di via Falcone e Borsellino e non più al Tribunale dei minori di Firenze. Dunque il fascicolo che lo riguarda potrebbe aumentare giorno dopo giorno. A cominciare dalla segnalazione che riguarda la presunta ricettazione di uno scooter e la successiva resistenza che gli viene contesta dalla polizia municipale il 29 ottobre scorso.
A questa vanno aggiunte nell’ordine: il furto al Carolina café di via Cairoli che ha segnato il suo esordio criminale, la rapina di un cellulare ai danni di un connazionale, poche ore prima - era il 28 di ottobre - di essere pizzicato a bordo di un’auto rubata che si è schiantata in via Grande. Una delle ultime bravate, risale, invece, alla notte tra mercoledì 3 novembre e giovedì. I carabinieri sono stati chiamati da alcuni residenti della Venezia. Tre giovani stavano facendo un rumore infernale e avevano già danneggiato cinque barche sugli scali delle Ancore.
Ma quando i militari sono arrivati, i suoi due amici erano scappati. Così le forze dell’ordine hanno preso solo lui: l’hanno trovato che accendeva i razzi di segnalazione che aveva rubato da una barca. Uno era finito su un’auto e stava rischiando di darle fuoco. Per questo era finito in una casa famiglia in Lunigiana ma il pomeriggi del giorno successivo rieccolo in città con una palo sradicato dall’asfalto a distruggere la vetrata di un bar.
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