Il Tirreno

Livorno

La mattina del pontefice

di AZELIO BIAGIONI

C’è una similitudine che lega la visita pastorale del Santo Padre del marzo scorso a Pompei e Napoli e la visita del Pontefice a Prato e Firenze. Le due città hanno, grosso modo,...

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C’è una similitudine che lega la visita pastorale del Santo Padre del marzo scorso a Pompei e Napoli e la visita del Pontefice a Prato e Firenze.

Le due città hanno, grosso modo, la stessa distanza fra di loro. A Pompei il Papa restò circa un’ora (come a Prato) prima di recarsi a Napoli. E quella giornata ebbe gli stessi orari della tabella papale di domani, 10 novembre. Ma soprattutto Pompei è città mariana così come Prato. A Pompei si venera la Madonna del Rosario, a Prato ci sono cinque santuari dedicati alla Vergine Maria e soprattutto la città conserva, nella Cattedrale di Santo Stefano, la Sacra Cintola. Una reliquia che secondo tradizione è appartenuta alla Madonna e che la Vergine donò a San Tommaso al momento della sua assunzione.

La sottile striscia in lana, che da Gerusalemme è giunta a Prato durante il XII secolo, è conservata in una teca di vetro (a sua volta in una protezione di legno che viene aperta per poter prendere la reliquia) all’interno del cofano dell’altare della Cappella, affrescata da Agnolo Gaddi, realizzata appositamente per la sua venerazione. Un oggetto verso il quale è molto forte la devozione dei pratesi. Durante l’anno cinque sono le ostensioni della cintura che viene mostrata dal Pulpito di Donatello che si affaccia su piazza Duomo (l’originale si trova nel Museo dell’Opera del Duomo) e dal Pergamo interno alla Cattedrale. Il vescovo (o chi per lui, ma solitamente il presule pratese) la mostra tre volte, entrando ed uscendo dal Pulpito. Alla terza volta viene impartita la solenne benedizione. Le cinque date dell’anno in cui viene mostrata pubblicamente sono: Pasqua, il 1° maggio (inizio del mese mariano), il 15 agosto (giorno in cui la chiesa ricorda l’assunzione della Vergine), l’8 settembre (natività di Maria). L’8 settembre è la festa di Prato e l’ostensione avviene la sera al termine del corteggio storico. Solo da quest’anno è stata anticipata a metà corteggio. Infine, l’altra ostensione si tiene il giorno di Natale.

Per la visita di Papa Francesco la reliquia verrà fatta trovare al pontefice già deposta sull’altare e la procedura di apertura verrà esplicata prima dell’arrivo del Pontefice per accelerare i tempi, visto la breve durante di Francesco a Prato. Il cofano dell’altare dove è conservata è chiuso da tre serrature e le chiavi sono custodite due dal Comune e una dalla diocesi. Ogni qual volta viene aperto vengono scelti dei testimoni che seguono le operazioni. Tutto questo verrà fatto prima dell’arrivo del Pontefice e quando Francesco entrerà in Cattedrale la Cintura della Madonna sarà già sulla mensa dell’altare della Cappella del Sacro Cingolo affinché il Santo Padre possa venerarla. Sarà uno dei primi gesti che il Pontefice compirà in Duomo dopo il raccoglimento davanti al Santissimo.

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Una visita quella di Francesco a Prato che durerà, dal momento del suo arrivo alla sua partenza, un’ora. Ma saranno sessanta minuti importanti. Lo stesso Pontefice definisce Prato la chiave d’ingresso per il convegno nazionale ecclesiale di Firenze. E che Prato no. n sia una deviazione di percorso ma una parte importante e fondamentale della giornata toscana di Francesco è dimostrato anche dall’opuscolo realizzato dalla Prefettura della Casa Pontificia in occasione di questo avvenimento. Sulla copertina, infatti, sono riportate le foto delle cattedrali di Prato e Firenze in egual modo e all’interno del volumetto si parla ampiamente di entrambe le città, delle precedenti visite papali e inoltre è riportata un'attenta descrizione della Sacra Cintola. «Nella nostra città – spiega il vescovo di Prato monsignor Franco Agostinelli – ci sono le tematiche a livello pratico care al Papa: il lavoro, la crisi del lavoro, le varie realtà multietniche, multirazziali, multireligiose con i problemi legati all’integrazione».

Ecco, dunque, come si legge l’importanza di Francesco a Prato in questo incontro rubricato come incontro col mondo del lavoro al quale il Pontefice farà riferimento. Un invito a venire a Prato che il Santo Padre ha accettato di buon grado dopo essere stato messo a conoscenza della realtà che oggi vive questa città, legata al tessile, città laboriosa ed industriale ma che adesso è cambiata ed attualmente vive di luci ed ombre. Impensabile che il Papa potesse venire a Prato un giorno intero come fece nel 1986 Giovanni Paolo II.

«L’invito - precisa monsignor Agostinelli - era a venire da noi il prossimo anno in occasione del trentennale dalla visita di Karol Wojtyla. Ma l’agenda papale è già fitta di impegni. Così si è presentata l’occasione del convegno ecclesiale e vista la vicinanza con Firenze il Papa ha accettato. E proprio da qui terrà il suo primo discorso della giornata (gli altri due saranno al convegno ecclesiale e l’omelia durante la celebrazione eucaristica allo stadio Franchi, ndr). Non so quello che dirà il Papa – aggiunge il vescovo della diocesi pratese - ma sono sicuro che toccherà i temi che interessano in modo particolare la nostra città. Dovremo ascoltare quello che ci dice e che arriverà diritto ai nostri cuori e sarà interessante da riprendere come oggetto di riflessione per la vita della nostra città. Della visita del Pontefice sono sicuro che resterà un forte impatto emotivo. Sento tante persone in questi giorni che esprimono il desiderio di vedere da vicino il Papa e forte è il desiderio di ascoltare le sue parole». Che verranno pronunciate dal Pulpito di Donatello in quell'immagine che resterà sicuramente impressa nella storia di Prato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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