Il Tirreno

Livorno

Dalla parte dei poveri: lo spirito francescano e il senso di un pranzo

di BARBARA BURZI
Dalla parte dei poveri: lo spirito francescano e il senso di un pranzo

Dalla parte dei poveri e sempre al loro fianco. Papa Francesco non perde occasione per ricordarlo: in tutti i suoi discorsi, negli interventi, nei gesti e nelle sue preghiere un’atten...

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Dalla parte dei poveri e sempre al loro fianco. Papa Francesco non perde occasione per ricordarlo: in tutti i suoi discorsi, negli interventi, nei gesti e nelle sue preghiere un’attenzione particolare è sempre rivolta ai più bisognosi. Negli ultimi anni le richieste d’aiuto sono aumentate anche in Toscana, dove per martedì è atteso l’arrivo del Pontefice. Bergoglio troverà un contesto socio-economico completamente diverso dai tempi dell’ultima visita di un Papa a Firenze e Prato, quasi trent’anni fa, con Giovanni Paolo II. Allora il percorso si snodava tra le strade di un territorio prosperoso e la povertà non sembrava essere un problema all’ordine del giorno, ma adesso lo scenario è completamente diverso. «E’ una realtà profondamente cambiata da un fenomeno migratorio, che ha portato la popolazione non nativa oltre il 10 per cento degli abitanti, e da un cambiamento epocale nel mondo del lavoro, che ha escluso dal circuito e precarizzato molte persone», spiega Alessandro Martini, delegato regionale Caritas, al quale preme ricordare che «il Papa viene in Toscana principalmente per partecipare al Convengo Ecclesiale Nazionale e visto che quest’ultimo si svolge a Firenze incontrerà anche le persone, pranzerà con gli avventori abituali della mensa dei poveri e farà tappa a Prato, ma non avrà modo di confrontarsi in maniera approfondita con il contesto socio-economico». L’attenzione verso i più disagiati non mancherà neanche in quest’occasione a prescindere dalla durata dell’incontro.

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«Pranzerà alla mensa secondo le modalità di ogni giorno - aggiunge il delegato Caritas - è un segnale importante di vicinanza alle persone più fragili che il Papa ha voluto darci e che noi intendiamo raccogliere: c’è una povertà, generata dalla mancanza di attenzione nella rete di relazioni, che non si vede. Le persone che si presentano ai nostri centri d’ascolto, sparsi in tutta la Toscana, spesso ci dicono proprio questo, dimostrandoci di essere persone colpite da una povertà nata proprio dalla difficoltà di riuscire a stare in un sistema di relazioni. I dati ci dicono che si può essere poveri anche avendo un lavoro, in una società che ha difficoltà a riconoscere nelle persone più fragili quelle bisognose di più attenzione. Che esclude e non include». Alla luce di queste considerazioni, l’augurio è che «Papa Francesco riesca, con parole semplici, a coniugare il dramma del momento con un messaggio di speranza e chieda l’impegno di tutti per favorire nuove possibilità di sviluppo: diventa proibitivo pensare al futuro se ciascuno di noi non farà la propria parte mettendo al centro l’attenzione per le persone. Un principio, questo, che è anche il tema del convegno».

Anche se dall’ultimo dossier della Caritas, sembra che la povertà in Toscana abbia avuto una battuta d’arresto fermandosi a quota 191mila residenti sul territorio regionale che vivono al di sotto della soglia di povertà (-1,5% rispetto all’anno precedente) c’è una fascia di persone, che hanno iniziato a rivolgersi ai Centri di ascolto nel periodo più acuto della crisi, che non riesce a risollevarsi. «La nostra funzione - afferma Massimiliano Lotti, coordinatore del progetto Mirod che mette in sinergia gli osservatori regionali delle Caritas - sarà sempre più rivolta ad accompagnare le persone in un percorso orientato a rivedere il proprio stile di vita poiché la sensazione è che in molti casi si tenda a vivere al di sopra delle proprie possibilità. La disoccupazione è soltanto un aspetto del problema. Con gli strumenti che abbiamo a disposizione riusciamo ad attivare delle borse lavoro e intercettare delle opportunità occupazionali, ma il nostro ruolo dev’essere sempre più di tipo educativo».

 

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