Il Tirreno

Livorno

Convincere invece di obbligare

Emanuele Rossi
Convincere invece di obbligare

«La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita». Conviene richiamare alla mente questo articolo della nostra...

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«La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita». Conviene richiamare alla mente questo articolo della nostra Costituzione a fronte della proposta, pare avanzata dalle Regioni ma non respinta dal Ministro delIa salute, che intende introdurre il divieto di iscrizione a scuola per i bambini non vaccinati. Secondo questa proposta, per rafforzare l'obbligo imposto a tutti i bambini di vaccinarsi (obbligo che negli ultimi tempi risulta sempre meno rispettato) bisognerebbe introdurre una sanzione nel caso in cui qualcuno eluda detto obbligo: e tale sanzione sarebbe costituita dal divieto di presentarsi a scuola.

In verità, la motivazione potrebbe essere un'altra: e cioè che chi non si vaccina rischia di pregiudicare la salute degli altri bambini. Visto così, il divieto di frequentare la scuola non si configurerebbe come una sanzione, bensì come una misura di prevenzione.

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Non so quale sia, tra le due, la vera motivazione: in ogni caso il tema è assai delicato, e dimostra quanto sia difficile contemperare, in concreto, l'esercizio di diritti fondamentali.

Da un lato, infatti, sta il diritto alla salute, che è sì un diritto (un “fondamentale diritto dell'individuo” sancisce l'art. 32 della Costituzione) ma che è anche un “interesse della collettività”, tanto da consentire allo Stato di effettuare trattamenti sanitari obbligatori quando la persona non intenda accettarli volontariamente.

E, d'altro canto, c'è il diritto all'istruzione, che conosce anch'esso l'altra faccia della medaglia: è sì un diritto, infatti, ma anche un obbligo, che la legge ha esteso dagli otto anni minimi stabiliti dalla Costituzione a dieci (o dodici, se si considera anche la formazione).

In mezzo a questi due diritti/doveri sta la misura proposta dalle Regioni: è possibile che, per salvaguardare la salute (propria o altrui, e sull'ovvio presupposto che le vaccinazioni siano necessarie per tutelarla) possa essere sacrificato il diritto/dovere di istruirsi?

Il Ministro della salute ha risposto alla proposta delle Regioni dicendo che per risolvere questo problema serve una legge: risposta in parte corretta, perché non vi è dubbio che senza una legge non sia possibile comprimere in modo così drastico il diritto di un bambino ad istruirsi. Ma in parte anche discutibile, perché non è detto che una legge possa fare questo: a nessuna legge è consentito sacrificare fino a questo punto un diritto/dovere fondamentale, perché altrimenti sarebbe in contrasto con la Costituzione.

Come si vede, dunque, il problema è assai delicato ed anche complesso.

Con la massima umiltà avanzo una proposta: lasciamo perdere sanzioni come queste che pregiudicano il fondamentale diritto/dovere dei bambini a istruirsi, addossando sui figli responsabilità che non sono loro (difficilmente sono i bambini a decidere se vaccinarsi o meno) e sforziamoci invece di ricercare altre misure per convincere tutti dell'opportunità, e magari anche della necessità, di vaccinarsi.

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