Gioco
Crociere, finalmente si inaugura l’impianto che fa sparire lo smog
Con una fregata della Marina giovedì viene finalmente collaudata (dopo molti rinvii) l’elettrificazione della calata Sgarallino: le love boat potranno spegnere i motori quando sono ferme a banchina
LIVORNO. Quante volte gli abitanti della zona a ridosso del porto passeggeri se la sono presa con il fumo che esce dalle ciminiere delle love boat: del resto, lo smog sparato fuori dal comignolo di una sola nave da crociera equivale a quel che produce un esercito di un migliaio di utilitarie ferme per ore e ore al semaforo.
Ben venga dunque l’annuncio che arriva dall’Authority: giovedì 12 si inaugura l’impianto di elettrificazione della calata Sgarallino che, come ripetono dal quartier generale dell’Authority il commissario Giuliano Gallanti, mette Livorno all’avanguardia fra gli scali italiani. «È il primo in Europa di tale potenza dedicato alle navi passeggeri», dice l’ingegner Giovanni Motta, che a Palazzo Rosciano è il dirigente responsabile del settore ambiente.
Perché è importante? Non crediate che riguardi l’illuminazione delle banchine: serve semmai a consentire alle navi di sostare a banchina senza esser costrette a tenere accesi i motori per far funzionare gli apparati di bordo. Tradotto: motore spento uguale aria meno inquinata nell’interfaccia fra porto e città. Stiamo parlando di un fardello annuo che, secondo stime attendibili, vale nell’arco dei dodici mesi quasi 54mila tonnellate di anidride carbonica, 22 tonnellate di polveri-killer Pm10 e quasi 90 di anidride solforosa ai quali bisognerebbe aggiungere anche oltre mezzo migliaio di tonnellate di ossidi di azoto e composti organici volatili e 2.200 di monossido di carbonio).
L’Authority cita «studi effettuati nel corso degli anni grazie ai progetti europei» (ai quali Palazzo Rosciano sottolinea di aver preso parte) per dire che «grazie a questo impianto sarà possibile alimentare elettricamente le navi da crociera all'ormeggio, con una potenza impegnata fino a 12 Mw, alla tensione di 6.600 o 11mila Volt e con una frequenza di 60 o 50 Hz, con eliminazione delle emissioni».
È un salto in avanti talmente forte che alla cerimonia inaugurale saranno presenti non solo le istituzioni cittadine e la Regione ma anche i rappresentanti di tre ministeri (infrastrutture, ambiente, difesa).
Finalmente ora c’è la data: è stato necessario poco meno di un anno per arrivare a trovare la nave adatta a effettuare il collaudo. Tutto praticamente pronto fin da gennaio scorso ma per il collaudo – ipotizzato inizialmente a febbraio e poi slittato agli inizi di luglio – è stato indispensabile coinvolgere la Marina Militare che ha messo a disposizione la fregata “Carlo Bergamini” appartenente alla classe Fremm (Fregate Europee Multi Missione).
Già, perché poche fra le love boat hanno già a bordo le apparecchiature per poter utilizzare l’energia che arriva dalle banchine.
È proprio quest’aspetto che ha fatto storcere la bocca a chi, in sostanza, ha rimproverato all’Authority di aver bruciato troppo i tempi ed essersi spinta troppo avanti. Anche perché questo progetto è costato «circa 3,5 milioni di euro» (finanziati «per il 60% dal ministero dell'ambiente, per il 20% dalla Regione Toscana e per la parte residua dall'Authority») e ha per oggetto solo e unicamente la calata Sgarallino. L’elettrificazione di tutte le banchine dunque costerebbe una enormità e, detto per inciso, probabilmente richiederebbe la realizzazione di una centrale in grado di reggere un così forte fabbisogno di elettricità.
È anche per questo motivo che da Buongiorno Livorno era stata avanzata una richiesta specifica: se l’elettrificazione fornisce energia elettrica prodotta con vecchie centrali a olio combustibile non si fa altri che spostare altrove l’inquinamento. Meglio dunque che un simile progetto preveda anche l’aspetto della produzione dell’elettricità ma con fonti rinnovabili.
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