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Sempre più negozi chiusi, ma è boom degli ambulanti
In città cresce il numero di chi acquista licenza e furgoni per fare mercati di strada. Confesercenti: sono persone che hanno perso il lavoro e cercano di reinventarsi
LIVORNO. Da una parte continua la strage dei negozi storici e di vicinato, ristoranti compresi. Dall'altra impressiona l'impennata delle attività ambulanti (i banchi per intenderci) che negli ultimi mesi caratterizza la città di Livorno. «E' un chiaro effetto della crisi: sempre più persone perdono il lavoro e si buttano nel commercio ambulante che ha costi minori», commenta a caldo Alessandro Ciapini.
Dati freschi alla mano il direttore di Confesercenti analizza una realtà, quella livornese, non certo rosea. E' il quadrimestre che va da aprile ad agosto a raccontare una Livorno dove sopravvivere con un'attività commerciale è sempre più faticoso.
Giù ristorazione e negozi di quartiere. Stando ai numeri forniti dall’Osservatorio nazionale Confesercenti nel secondo quadrimestre dell'anno, infatti, sono ben 164 le attività che hanno chiuso i battenti. Di queste quasi un terzo, ovvero 54, sono negozi storici oppure di quartiere che non sono riusciti ad andare avanti.
Al secondo posto in questa lista nera ci sono le imprese che girano attorno alla ricezione turistica e alla ristorazione (alberghi e bed and breakfast) con ben 28 imprese che hanno chiuso bottega. «Rimanere sul mercato non è facile: quasi sei imprese di ristorazione su 10 chiudono entro i tre anni e purtroppo oggi paghiamo l'impennata di questo settore che ha caratterizzato gli anni scorsi», continua l'analisi Ciapini.
Il direttore si riferisce a tutte quelle persone che negli anni passati si sono improvvisati imprenditori e hanno aperto bar e ristoranti in ogni angolo della città. Ecco che sulla scia della "food-mania", trainata da nuove tendenze alimentari sparate dai grandi chef stellati della tv, tante persone hanno provato ad inventarsi un lavoro, lanciandosi in avventure imprenditoriali che poi si sono rivelate dei flop.
Tutti a fare gli ambulanti. Tra chi si è regolarizzato e chi per la prima volta ha comperato una nuova licenza, sono ben 56 le nuove attività ambulanti in città. Di queste 15 da aprile ad agosto hanno chiuso, con un saldo comunque positivo di 41nuovi protagonisti del cosiddetto commercio destrutturato. Praticamente un boom. «Il commercio destrutturato la sta facendo da padrone perché di fatto, oggi, tanti di quelli che hanno perso il lavoro comprano con 3mila euro una licenza, si procurano un furgone usato e si danno all'attività ambulante nei mercati itineranti», prosegue Ciapini. Come sottolinea il direttore questo è un fenomeno effetto della crisi.
Questa città sempre più povera. Il saldo finale del secondo quadrimestre dell'anno è negativo. A fronte di 127 nuove aperture commerciali, 164 hanno chiuso i battenti, con un meno 37 che fa tremare i vertici di Confesercenti. «Purtroppo questo dato è pure drogato dal saldo positivo dei nuovi ambulanti e siamo sicuri che questa situazione non andrà a migliorare», afferma lapidario. L'associazione di categoria sta aspettando un confronto con le maggiori istituzioni cittadine proprio per affrontare «una città sempre più povera, senza contare che tra poco tempo finiranno anche gli ammortizzatori sociali», chiude il direttore.
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