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«Reti del gas, stop al Jobs Act con il via al nuovo gestore»
Sindacati e Rsu in commissione, preoccupano le ripercussioni su 100 lavoratori I consiglieri: siamo con voi. L’assessore: la clausola sociale è anteriore alla riforma
LIVORNO. Il Jobs Act non «s'ha da applicare» ai lavoratori delle reti gas una volta che saranno riassunti dal nuovo gestore. Ma per convincere il governo di questa necessità, c'è bisogno di una proroga delle procedure relative alla prossima gara per l'assegnazione del servizio, il cui bando dovrebbe partire entro la fine dell'anno. Una posizione condivisa da tutte le forze politiche cittadine, compreso il Pd che del Job Act è pur sempre il “padre”: si sono così espresse in commissione lavoro dove si discuteva proprio dello stato di avanzamento delle procedure per la gara che molti comuni italiani – inclusa Livorno – dovranno bandire, a livello di ambito.
A portare a conoscenza delle problematiche relative alle conseguenze del bando sono stati i rappresentanti sindacali di categoria e la Rsu di Asa (che hanno sollevato anche la questione che Iren, loro partner al 40%, ha già detto che per certo non parteciperà al bando) Toscana Energia e F2i Toscana, presenti ieri nella sala consiliare.
A Livorno i lavoratori interessati sono circa 100. Attualmente sono dislocati in tre sedi: Livorno, Val di Cecina e Piombino.
Fino a poco tempo fa i due nodi principali erano di tipo previdenziale e di territorialità. Ovvero come evitare che i lavoratori, una ventina, iscritti all'Inpdap e costretti a passare all'Inps, si accollino i costi del ricongiungimento oneroso; e come evitare che il nuovo gestore – nell'ipotesi che ad esempio non sia strutturato in Toscana – possa teoricamente spostare il personale così lontano da mettere in crisi il servizio stesso.
A questo si è aggiunta la “grana” Jobs Act che, secondo quanto è stato riferito, di fatto prevede che i lavoratori siano licenziati e poi riassunti a “tutele crescenti” perdendo così i diritti acquisiti e soprattutto l'articolo 18.
«Il bando che il Comune dovrà emanare – ha spiegato l'assessore al lavoro Francesca Martini – è in tutto già predeterminato dall'Autorità di Garanzia per l'Energia Elettrica e il Gas e prevede l'inserimento di una clausola sociale e di garanzie riconosciute con un decreto ministeriale del 2011, che è dunque precedente al Jobs Act».
I parlamentari del Movimento 5 Stelle – è stato sottolineato – si sono già attivati con un interrogazione in senato affinché il governo intervenga per garantire piena e completa continuità di tutti i diritti dei lavoratori.
Tutte le forze politiche presenti ieri alla seduta della commissione consiliare si sono espresse proprio in questo senso. Anche i consiglieri del Pd e di Forza Italia si sono fatti carico di sollecitare i loro parlamentari per riuscire a non far applicare il Jobs Act ai lavoratori delle reti gas. Jari De Filicaia (Pd) ha detto che avrebbe interessato subito, con una lettera, Roberto Speranza, capogruppo del Pd alla Camera.
La commissione ha anche deciso di portare un ordine del giorno in consiglio comunale per riuscire poi ad impegnare successivamente anche il consiglio regionale. Tutti insieme lavoreranno contemporaneamente per richiedere una proroga – anche l'Anci sarebbe d'accordo – al bando che si può fare, ha detto l'assessore, solo (e non senza difficoltà...) rivolgendosi direttamente all'Autorità di Garanzia per l'Energia Elettrica e il Gas.
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