Il Tirreno

Livorno

Porto, la strigliata dei sindacati «I traffici crescono, il lavoro no»

di Mauro Donateo

Né battibecchi né passi avanti fra Comune e Authority dopo il nuovo clima registrato in Fortezza Ma Nogarin insiste: la città vuol contare. Provinciali: l’Alp non traballa più, ora 180 turni al mese

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LIVORNO. La crisi sarà anche alle spalle, e di certo il 15% di traffici in più registrato in porto rispetto al 2014 fa ben sperare per il futuro, ma c’è anche chi in questo clima di soddisfazione invita a una riflessione.

Sono le organizzazioni sindacali a suonare il campanello d’allarme dal convegno sulla Darsena Europa, organizzato dal Partito democratico al Lem: «Come mai – attacca Simone Angella (Filt Cgil) – questo aumento dei traffici non ha comportato anche un aumento dei posti di lavoro?». Il sindacalista prosegue in tono critico: «Il motivo vero è che sono aumentati i carichi di lavoro per i portuali».

OCCHIO ALLA SICUREZZA

Certo se si pensa alla fame di lavoro che c’è in giro verrebbe da pensare che forse è meglio così, ma è logico che la provocazione di Angella vuole essere un modo per richiamare l’attenzione sui rischi che si possono riversare sulla sicurezza di chi opera sulle banchine (e non solo). «Dobbiamo considerare il porto come una grande fabbrica, – riprende il dirigente della Filt Cgil – insieme agli altri sindacati faremo un’analisi su come intervenire in termini di straordinari e di sicurezza».

A questo proposito, torna a ricordare l’ultimo incidente avvenuto nelle aree retroportuali: «È inammissibile – tuona Angella – che in un porto come Livorno non ci sia un punto di primo soccorso: l’elicottero non è riuscito ad atterrare ed è stata chiamata l’ambulanza, perdendo così tempo fondamentale». Pensieri condivisi pure da Claudio Sodano (Uiltrasporti), che nell’elenco delle «cose indegne», aggiunge anche «l’interruzione dei lavori sulla voragine della superstrada Firenze-Pisa-Livorno per entrare in Darsena Toscana».

IL CLIMA FRA I “PALAZZI”

Per quanto riguarda il cambio di vento nei rapporti tra Palazzo Rosciano e Palazzo Civico, ventilato qualche giorno fa all’inaugurazione del port center in Fortezza Vecchia, nessun ulteriore passo in avanti: da segnalare, però, che invece del commissario Giuliano Gallanti era presente il segretario generale Massimo Provinciali. Ma forse anche da parte degli stessi organizzatori dell’iniziativa non c’è tanta voglia di premere quel tasto («oggi siamo qui per andare avanti insieme e guardare oltre a questi discorsi, c’è un Prg approvato che va realizzato», commenta Jari De Filicaia in veste di moderatore).

«DOBBIAMO CONTARE DI PIÙ»

Eppure, volendo, qualche altro segnale si può cogliere: per esempio, quando Provinciali parla del protocollo stipulato con Piombino e della stesura del prossimo piano operativo triennale («magari da scrivere a quattro mani») e Nogarin ridacchiando in modo ironico e indicando con le mani il numero “otto”, fa intendere di gradire un maggiore coinvolgimento delle amministrazioni. Concetto che il sindaco – che è anche il numero uno della commissione porti dell’Anci – poi ribadisce poco dopo, criticando la riforma dei porti sulla questione della governance («è troppo ridimensionato il ruolo della città»). Ma non solo, anche quando parla delle maggiori «contaminazioni del porto con la città, soprattutto con crociere e traghetti», si intuisce l’antifona. Infine, qualche dubbio il sindaco lo avanza sull’alleanza con Piombino: «Ok fare sinergia, ma occorre capire la singola strategia di due realtà che seppur vicine sono sempre distanti».

TUTELATO IL LAVORO

«Nel periodo di crisi – afferma Provinciali – abbiamo tutelato il lavoro, entrando anche in Alp, che adesso viaggia a 180 turni al mese». Per il segretario dell’Authority, «il futuro del porto risiede nell’espansione a mare», aggiungendo, inoltre, di «considerare centrale altri aspetti della riforma sui porti, rispetto a quello della nomina del presidente».

ATTENZIONE AI TEMPI

«La piattaforma Europa non è solo un’opera infrastrutturale – afferma Francesco Gazzetti (Pd) – ma una sfida per cambiare il nostro porto», mentre il sindaco colligiano Lorenzo Bacci, che è anche leader del Pd, invita a guardare alla realizzazione degli obiettivi dell’Accordo per Livorno, «come il raccordo ferroviario tra la Darsena Toscana e l’interporto». Per Alberto Ricci (Confindustria) e Roberto Alberti (Spedimar), «occorre lavorare anche sulle tempistiche e fare il più veloce possibile, altrimenti si rischia di perdere clienti e investitori». «Per quanto riguarda i fondali – conclude dal pubblico Angelo Roma – consiglio il “cono di atterraggio” a meno 18: permetterebbe di accogliere navi da 18 mila teus».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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