Il Tirreno

Livorno

«Non perderete il posto di lavoro» Le assessore placano la protesta

di Giorgio Carlini

La giunta assicura clausole di salvaguardia integrale nei bandi per assegnare i servizi nel sociale E questa volta Dhimgjini strappa gli applausi alle decine di lavoratori presenti in commissione

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LIVORNO. Le clausole di salvaguardia occupazionale saranno inserite in tutte le prossime gare d'appalto indette dal Comune nel sociale. Lo hanno annunciato ieri pomeriggio le assessore al sociale, Ina Dhimgjini, e al lavoro, Francesca Martini, durante la partecipatissima seduta congiunta della terza e quinta commissione consiliare, a Palazzo Civico.

In questo modo sarebbero salvi dunque tutti i posti di lavoro di un settore che a Livorno conta oltre duemila addetti tra case di riposo, centri per disabili, case famiglia e altri servizi alla persona.

La commissione era stata fortemente richiesta dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, dopo le fumate nere ai tavoli con l’assessora Dhimgjini, nonché dagli stessi dipendenti del sociale, preoccupati dalle indiscrezioni sulla possibile volontà dell'amministrazione di non inserire le clausole di salvaguardia nei bandi di gara, a differenza di quanto era avvenuto in passato. Si tratta di clausole che obbligano un nuovo gestore, in caso di cambio di appalto, a farsi carico di tutti i lavoratori della realtà (cooperativa o meno) cui era prima affidato il servizio, alle stesse condizioni contrattuali.

A inizio commissione si respira grande tensione in aula, mentre gli oltre 150 lavoratori e lavoratrici presenti ascoltano l'esposizione di Barbara Celati (Cgil Fp), Francesco Redini (Cisl Fp), Antonio Maglione (Fisascat Cisl) e Roberto Francesconi (Uilf Fpl), che sottolineano come la mancanza delle clausole "integrali" si tradurrebbe nell'impoverimento di tutto il tessuto cittadino, in termini sia di perdita del posto di lavoro di persone che hanno maturato un'esperienza decennale, sia di minore qualità dei servizi erogati in campi delicati come quelli della sanità o delle cure agli anziani.

Subito dopo, però, Dhimgjini e Martini prendono tutti di sorpresa, rivelando che giovedì la giunta ha approvato una delibera che impegna gli uffici a predisporre un "prontuario" per le gare a offerta economicamente più vantaggiosa: un documento che fisserà criteri aggiuntivi nella valutazione delle proposte, stando così più attenti al nodo dell'occupazione.

Martini precisa poi che il prontuario sarà «presentato pubblicamente e sarà oggetto di un percorso condiviso», mentre Dhimjini afferma che «l'amministrazione non ha mai mancato di avere sensibilità verso i lavoratori del sociale».

I sindacati chiedono però garanzie precise: «La clausola di salvaguardia occupazionale integrale – puntualizza Celati – così come descritta dal Consiglio di Stato, sarà presente in tutti i bandi di gara, sì o no?».

«Per il sociale certo che sì – è la risposta di Dhimgjini – e questo è l'orientamento che vogliamo adottare anche negli altri settori».

Una rassicurazione che fa sciogliere i lavoratori presenti in aula in un fragoroso applauso nei confronti dell'assessore.

Uno scenario assai diverso rispetto a quello vissuto solo pochi giorni fa in consiglio comunale, quando ci fu una rumorosa protesta dai toni alquanto accesi verso gli stessi membri della giunta Nogarin (con tanto, in quel caso, di richiesta di dimissioni gridata dai lavoratori dal fondo della sala all’assessora al sociale).

L’assessora Dhimgjini ascolta anche gli interventi degli esponenti delle altre sigle sindacali e del Coordinamento lavoratori livornesi. I rappresentanti di quest'ultimo comitato, in particolare, dicono che «è presto per cantare vittoria», perché «il mantenimento di tutti i posti di lavoro non è vera salvaguardia se si toccano stipendi o anzianità», per poi criticare «il sistema di appalti livornese, tutt'altro che perfetto e trasparente».

Mentre Donatella Plebe (Unicobas) si augura di poter avere «una interlocuzione diretta con l'assessore, perché non ci fidiamo dei firmatari della richiesta di incontro di oggi»: un'affermazione che fa nascere un botta e risposta tra i rappresentanti dei vari sindacati.

Si parla infine del centro di accoglienza del Sefa, perché dopo la gara e il passaggio da Arci al nuovo gestore c'è già stata la perdita del posto per 8 addetti sui 12 che prima prestavano servizio nelle strutture: i tecnici del Comune spiegano che si tratta di un caso specifico e isolato perché “mescola" volontariato e lavoro diretto. Dhimgjini aggiunge che «stiamo cercando una soluzione con il vecchio e il nuovo gestore per far lavorare quelle persone, magari anche con altri incarichi».

Infine, l'assessora apre a una serie di incontri con i rappresentanti delle varie realtà sociali per approfondire le numerose criticità sollevate in commissione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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