Il Tirreno

Livorno

Il Comune rinvia la ricapitalizzazione

di Giulio Corsi e Juna Goti
Il Comune rinvia la ricapitalizzazione

Il sindaco annuncia ai capigruppo lo slittamento dell’assemblea straordinaria, ma potrebbe trovare il no dei revisori

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LIVORNO. Ieri pomeriggio il sindaco Nogarin ha comunicato alla conferenza dei capigruppo lo slittamento dell’assemblea straordinaria dei soci Aamps di quasi una settimana, da giovedì 12 novembre a mercoledì 18.

A quanto risulta al Tirreno, tuttavia la convocazione formale dell’assemblea ieri sera era ancora fissata al 12 novembre. Nello specifico alle 11.30 è fissata l’assemblea ordinaria per l’approvazione del bilancio 2014 (che Nogarin ha confermato nella medesima data) e alle 12.30 quella straordinaria per la ricapitalizzazione. Proprio a quell’ora è prevista anche la presenza del notaio Stefano Puccini per la registrazione degli interventi che dovrebbero esser fatti sul capitale, come richiesto dai revisori dell’azienda.

Probabilmente il sindaco in queste ore proverà a mettersi d’accordo col presidente del cda di Aamps Aldo Iacomelli - scavalcato dalle comunicazioni ai capigruppo - per convincerlo a far slittare l’assemblea straordinaria al 18 novembre.

Ma l’operazione-posticipo annunciata ieri dal primo cittadino come cosa fatta non sarebbe così scontata. E non tanto, a quanto risulta, per l’opposizione di Iacomelli, quanto per la posizione del collegio dei revisori di Aamps. I quali hanno espressamente e più volte dichiarato l’urgenza dell’assemblea straordinaria, in maniera prioritaria anche rispetto a quella ordinaria.

Secondo i sindaci guidati dal commercialista Carpano, l’assemblea straordinaria avrebbe dovuto tenersi ancor prima di quella ordinaria, tanto che la data proposta dallo stesso Carpano nei giorni scorsi è stata quella del 10 novembre.

Il motivo è semplice: a preoccupare il collegio non è tanto l’approvazione del bilancio 2014, ormai scontata dopo la cessione dei crediti Tia al Comune e la riduzione della perdita di Aamps da 21 a 11 milioni. No, a preoccupare il collegio è la continuità aziendale. Che sarebbe garantita solo da importanti interventi di ricapitalizzazione da parte del socio, il Comune.

In sostanza: i sindaci dicono che servono 10.7 milioni da qui al 30 giugno 2016, per ripianare una parte dei debiti e restare al passo con gli impegni presi nelle moratorie. Dunque per evitare che qualche fornitore/creditore si stanchi dei ritardi nei pagamenti e porti Aamps in tribunale. E lo dicono in maniera chiara, mettendo per scritto anche i modi e i tempi in cui palazzo civico dovrebbe “frugarsi”. O pagando tutto e subito - eventualità chiaramente impossibile -, oppure suddividendo i 10.7 milioni in tre tranche: la prima da 4.5 milioni entro il 31 dicembre, la seconda da 4 milioni entro il 30 marzo, la terza da 2 milioni entro giugno.

Ricapitalizzazione con mezzi propri, dicono e scrivono i sindaci. Significa che servono «denari sonanti», tanto per citare le parole del presidente Iacomelli in commissione. Non terreni o beni. In questo senso il collegio sarebbe contrario anche all’ipotesi portata avanti dal Comune di strumenti finanziari, cioè prestiti, con cui integrare i 2 milioni e 87mila euro già stanziati per Aamps. In modo da non coprire i debiti con altri debiti e dunque aggravare la situazione finanziaria dell’azienda.

È proprio qui – come abbiamo più volte scritto – che si gioca il futuro di Aamps. Ed è in quest’ottica che va letto il tentativo di Nogarin (e Lemmetti) di posticipare l’assemblea della ricapitalizzazione.

«Quanti servizi devo tagliare dalla spesa dell’amministrazione per trovare otto milioni nelle casse comunali da dare ad Aamps?», è il quesito posto dall’assessore Lemmetti nell’ultima commissione.

Una linea chiara – difficilmente non condivisibile anche dalle opposizioni – sulla quale l’amministrazione potrebbe cercare una convergenza di tutto l’arco politico nel consiglio comunale fissato non a caso per il 17 novembre, cioè il giorno prima dell’assemblea straordinaria (se sarà posticipata). Il calendario ipotizzato ieri in conferenza dei capigruppo è questo: 11 novembre commissione per discutere una lunga sfilza di variazioni al bilancio comunale da approvare entro il 30; 17 novembre consiglio sul bilancio e su Aamps.

I sindaci revisori potrebbero quindi finire spalle al muro e accettare di far prendere ad Aamps altri mutui (ce ne sono già 4 in essere). Ma non è detto, ancor più alla luce dei fari accesi dalla procura anche sul bilancio 2014 e sulle partite attuali, che potrebbero portare tutti i protagonisti ad avere un atteggiamento al massimo prudenziale in ogni atto e dunque anche i revisori a non cedere di un millimetro rispetto alla severità con cui stanno valutando la crisi finanziaria dell’azienda.

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