Gioco
Ecco il parcheggio sotterraneo per "liberare" i 4 Mori
Livorno, un gruppo di privati propone 570 posti auto sotto piazza Unità d’Italia e via Fiume. Sopra maxi area pedonale e sculture: il Comune sta valutando l’opera
LIVORNO. Immaginatevi Morgiano immerso nell'acqua, con lo sguardo ancora rivolto verso il cielo, ma senza catene. Oppure l'Africano e Alì Salettino sdraiati sul prato a prendere il sole, quasi fossero sugli scogli di Calafuria. O ancora Alì Melioco seduto sulla scalinata del Palazzo del Portuale, con le braccia finalmente aperte. Immaginatevi, insomma, i 4 Mori liberati. A spasso in una grande area pedonale che sovrasta un parcheggio sotterraneo di due piani, tra il porto e il centro.
È questo il cuore del progetto che un gruppo di promotori (lo studio di ingegneria che lo ha ideato, l'impresa pronta a costruire e la società disposta a gestire) ha presentato ufficialmente al Comune. L'idea – più che un'idea – è di realizzare un parcheggio sotterraneo tra piazza Unità d'Italia e via Fiume: 570 posti auto su due livelli, con ingresso da via San Giovanni, coperti in superficie da un'area pedonale di 14.000 metri. Area dove, alle porte dei 400 anni dell’opera del Tacca, troverebbero spazio anche quattro maxi sculture a grandezza originale dei Mori senza catene (i bozzetti sono dell’artista Christian Balzano). Da qui il nome: "i 4 Mori liberati".
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L'idea è dell'ingegnere Andrea Cecconi, dello studio livornese di Ingegneria delle Strutture. Lo stesso del porticciolo della Bellana e della fabbrica di idee per il silos in porto. Una bozza del parcheggio tra il Lem e la prefettura, datata 2008, era già stata presentata all'amministrazione Cosimi, senza però trovare alla fine un seguito concreto. La nuova amministrazione a 5 Stelle sta invece valutando con attenzione il progetto, tanto che ci sono già stati incontri con il sindaco, l'assessore all'urbanistica e i vertici della macchina amministrativa.
«Abbiamo pensato che potesse dare un bel contributo alla nuova idea di mobilità che prevede anche di rendere più pedonale il Pentagono», spiega Cecconi: «Non è solo un parcheggio, ma un progetto di ricucitura urbana in un'area strategica, fronte mare, tra via Grande e La Venezia. Uno spazio quasi metafisico che può arricchire la città».
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Il progetto – che oscilla tra i 10 e i 14 milioni di euro – prevede appunto la costruzione di 570 posti su due piani: la maggior parte sarebbe a uso pubblico a rotazione, 76 sarebbero invece privati. La struttura si estenderebbe da piazza Unità d’Italia a via Fiume. In superficie sparirebbero le strisce blu (peraltro oggi gestite dalla Tirrenica mobilità, che dovrebbe essere in qualche modo “risarcita”...) e sarebbe realizzata l’area pedonale con panchine e sculture (lato Pamiglione). Via Fiume sarebbe trasformata in parte in un parco, con giochi a forma di conchiglie. Curiosità: per esaltare la facciata razionalista del Palazzo del Governo è previsto lo spostamento di qualche metro della statua di Vittorio Emanuele.
Ma chi si è fatto avanti? Chi pagherebbe? E quanto ci vorrebbe per realizzarlo? Domande cruciali, soprattutto dopo l’esperienza Odeon, costato 25 milioni e ancora a caccia del decollo. Cecconi parla di un «gruppo promotore solido e importante». Dentro, spiega, oltre allo studio di via Borra che ha curato la progettazione con un pool di professionisti, ci sono la Russo costruzioni di Salerno (che ha curato e sta curando molti interventi in città, ad esempio nell'area di Porta a Mare e del Mediceo) e, come gestore, la Quick no problem parking di Napoli. Ovvero la società di Vernetti che, come rivelato dal Tirreno, in estate è stato più volte in città.
Cecconi oggi spiega che proprio a luglio «il gruppo promotore ha protocollato in Comune uno studio di fattibilità» e «abbiamo presentato formalmente una richiesta di attivazione di un project financing per quell'area». Lo stesso sistema del project financing bocciato dai 5 Stelle per il nuovo ospedale.
Ora sta al Comune (giunta e consiglio) valutare se andare avanti con un bando per dare in concessione l’area. «La risposta fino a oggi – conclude Cecconi – è stata positiva, ci siamo dati delle scadenze: speriamo che le procedure di gara per poi arrivare all’assegnazione partano a inizio anno. Il cronoprogramma prevede due anni di lavori, a costo zero per il Comune».
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