Gioco
Aurigi: «Quel parcheggio? È un bel progetto, lo stiamo valutando»
Livorno, la proposta dei “4 Mori liberati” piace all’assessore all'urbanistica: «Oggettivamente interessante, verifichiamo la fattibilità»
LIVORNO. «La proposta è oggettivamente interessante, la stiamo valutando: esprime la sensibilità di chi l’ha pensata, con un po’ di cuore ed entusiasmo livornesi. Ci piace soprattutto per la parte pubblica, ma risponde anche all’idea di togliere un po’ di auto dal centro, risolvendo al tempo stesso il problema della sosta». L’assessore all’urbanistica, Alessandro Aurigi, sembra entusiasta. E conferma quanto rivelato dal Tirreno: il Comune sta prendendo in seria considerazione il progetto presentato da un gruppo di privati per realizzare un parcheggio sotterraneo da 570 posti tra piazza Unità d’Italia e via Fiume.
In altre parole tra il Palazzo del Portuale e la prefettura, dove (in superficie) nascerebbe anche un’area pedonale di 14.000 metri quadri, con spazi verdi e sculture. In particolare quattro bronzi a grandezza originale dei Mori liberati: Morgiano, l’Africano, Alì Melioco e Alì Salettino a spasso senza catene, lontano dal Granduca, sdraiati sul prato o immersi in una fontana.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:foto-e-video:1.12397702:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/foto-e-video/2015/11/06/fotogalleria/livorno-ecco-il-progetto-del-parcheggio-sotterraneo-tra-piazza-unita-d-italia-e-via-fiume-1.12397702]]
È proprio questa parte di riqualificazione urbana, insieme all’infrastruttura, a solleticare la pancia del Comune. «La proposta è oggettivamente interessante per molti motivi», ripete Aurigi: «Il primo è che il progetto è ben fatto ed esprime una sensibilità per il contesto e per lo spazio urbano che è indubbiamente meritevole di attenzione».
«La parte più interessante – sottolinea – è proprio l’abbinamento tra lo spazio pubblico in superficie e una infrastruttura così importante come un parcheggio sotterraneo». Infrastruttura «che va esattamente nell’ottica di valorizzare il centro storico, anche ai fini turistici, cercando allo stesso tempo di risolvere il problema della sosta». Il tutto «valorizzando un sistema di piazze e ambiti pedonali con una sensibilità progettuale che fa riferimento al contesto architettonico e alla storia della città. Una sensibilità che fa piacere riscontrare in una proposta».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12397645:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/11/06/news/ecco-il-parcheggio-sotterraneo-per-liberare-i-4-mori-1.12397645]]
Insomma: «Al di là del parcheggio – ripete l’assessore – nel progetto che ci è stato presentato è stata ben affrontata la valorizzazione della parte pubblica, a beneficio di un contesto, quello del waterfront e della Darsena Vecchia, che ci sta a cuore. Per i turisti e per i livornesi».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12397689:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12397689:1652019335/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Ok, ma l’amministrazione andrà oltre i complimenti? Darà gambe al progetto? L’idea, lo ricordiamo, è dell’ingegnere Andrea Cecconi. Il gruppo di proponenti è formato dallo studio livornese di Ingegneria delle Costruzioni (che ha curato la progettazione con un pool di professionisti), dalla Russo costruzioni di Salerno e dalla Quick no problem parking di Napoli (come possibile gestore). I proponenti hanno incontrato più volte il sindaco e l’assessore, e presentato una richiesta di attivazione di un project financing (l’intervento, tra i 10 e 14 milioni, sarebbe a costo zero per il Comune).
L’assessore per ora non vuole sbilanciarsi: «La proposta è indubbiamente interessante, la stiamo valutando con gli uffici che stanno facendo gli approfondimenti necessari per capirne la fattibilità. È prematuro oggi fare altre valutazioni. Al di là della qualità, che è sotto gli occhi di tutti». «C’è un humus importante in città – chiosa – ci sono energie positive, creative che meritano considerazione».
Ma cosa pensa oggi l’assessore di quel sistema del project financing tanto odiato dai 5 Stelle quando si è trattato di nuovo ospedale o di Darsena Europa? «Intanto – controbatte – dobbiamo valutare se quella è la strada migliore. Detto questo, il project financing va valutato volta per volta: un conto è parlare di un project che va a mettere le mani sui servizi essenziali (sanità, rifiuti...) un altro è parlarne per un servizio diverso, non paragonabile a un nuovo ospedale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
