Il Tirreno

Livorno

"Non ha 15 anni, è maggiorenne": arrestato dopo aver devastato un bar

di Federico Lazzotti
Il bar Casablanca devastato dal branco
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Il bar Casablanca devastato dal branco

Livorno, trasferito mercoledì 4 novembre in una casa famiglia è tornato in città e ha distrutto con altri complici un bar del centro, incastrato dalle lastre

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LIVORNO. Il quindicenne che in diciassette giorni ha raccolto sette denunce tra furti e danneggiamenti seminando il panico più volte in città, in realtà si chiama Rlab Badr, ha almeno 18 anni, viene dal Marocco e dal tardo pomeriggio di giovedì 5 novembre si trova nel carcere delle Sughere dopo l’ultimo danno compiuto: aver sfondato con un palo divelto lungo il marciapiede la vetrina del bar “Casablanca”, in via della Posta.

Ma la cosa forse ancora più incredibile di questa vicenda, è che solo ventiquattro ore prima dell’ultima follia, quando gli investigatori credevano ancora che fosse minorenne, il giovane era stato scortato dai carabinieri in una casa famiglia in Lunigiana, in provincia di Massa Carrara. La notte precedente, infatti, dopo essere stato pizzicato sugli scali delle Ancore, in Venezia, mentre si divertiva con un amico a rubare i razzi dalle barche rischiando di dare fuoco anche a un’auto parcheggiata, era stato fermato, identificato e successivamente avviato il percorso di protezione con il Tribunale dei minori di Firenze.

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«Non sappiamo come in meno di 24 ore - spiegano in coro le forze dell’ordine - sia riuscito a scappare dalla casa famiglia e tornare a Livorno. L’unica spiegazione potrebbe essere quella che un amico lo sia andato a prendere». Non è escluso che ad aiutarlo sia stato uno degli otto ragazzi che ieri pomeriggio intorno alle 15,30 hanno fatto il diavolo a quattro in via della Posta.

Secondo una prima ricostruzione della polizia, pare che a far scoppiare la rabbia del branco sia stato il rifiuto del proprietario di dar loro da bere. A quel punto il gruppo avrebbe sradicato dal marciapiede un o più pali ai quali è solitamente legata una catena, cominciando a colpire la vetrina del bar, andata quasi completamente distrutta e anche l’interno del locale. Quando le volanti sono arrivate in via della Posta hanno riconosciuto il “quindicenne”, in Italia dall’agosto scorso. Lo ha hanno fermato ma stavolta invece di portarlo in ufficio lo hanno scortato in ospedale per sottoporlo ad alcun radiografie.

È dalle analisi alle ossa che il medico ha potuto firmare il referto nel quale emerge che il ragazzo è maggiorenne. Tanto è bastato agli agenti per chiamare il pm di turno Arianna Ciavattini, raccontarle quanto avvenuto e avere dal magistrato l’ok per trasferire il ragazzo in carcere dove resterà almeno fino a processo per direttissima.

 

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