Toscana
Faggi spinge sulla Chiccaia: basta rimpalli, fuori gli atti
L’Unione Inquilini: «Stop al gioco tra Comune e Casalp su chi rischia di meno» Slitta di un mese il trasloco in Corea: «Usiamolo per definire il riuso dei 36 alloggi»
LIVORNO. «Mentre da un lato c'è chi diffonde informazioni non veritiere producendo disorientamento tra le famiglie, dall'altro assistiamo al gioco tra Comune e Casalp a chi rischia di meno, con un rimpallo di responsabilità che si traduce in irresponsabilità istituzionale». Daria Faggi, a nome dell'Unione Inquilini, esprime grande preoccupazione sulla questione della Chiccaia, nonostante le garanzie del sindaco Nogarin, arrivate in consiglio comunale, sul fatto che i 36 alloggi del vecchio blocco popolare di Shangai, in attesa della demolizione, saranno usati in via provvisoria per tamponare l'emergenza casa. Ma quando, si domanda il sindacato, le rassicurazioni saranno messe nero su bianco? E secondo quali modalità si procederà? E ancora, con quali tempistiche?
Partendo da quest'ultimo aspetto, c'è ancora incertezza su quando avverrà il trasferimento delle 36 famiglie che dalla Chiccaia devono raggiungere le case nuove dell'isolato Giardino di Corea: doveva concretizzarsi a settembre, poi le scadenze sono slittate di settimana in settimana, anche a causa di un contenzioso tra la ditta che ha eseguito i lavori e quelle che hanno svolto alcuni interventi. «Dagli uffici del Comune – rivela Faggi – abbiamo saputo che ora mancano solo i collaudi, che devono essere fatti da un'altra ditta. Gli stessi uffici hanno chiesto di procedere con urgenza, ma ci vorrà almeno un mese prima di concedere l'abitabilità agli alloggi di Corea».
Se da un lato l'ennesimo rinvio crea ancora un mare di disagi a chi deve trasferirsi, dall'altro consente di avere un mese di tempo in più. Per cosa? «Per far sì – dice Faggi – che Comune e Casalp smettano di scriversi email e comincino a incontrarsi nella realtà. E che, magari dopo aver fatto "a cazzotti" per una giornata, se ne escano con una delibera definitiva che chiarisca che i 36 alloggi liberati alla Chiccaia saranno dati alle famiglie che ogni giorno subiscono sfratti per morosità incolpevole, nell'ordine e nei modi che stabilirà la Commissione per l'emergenza abitativa».
Per l'Unione Inquilini la sensazione è che «ci sia la volontà di andare in questa direzione da parte del sindaco, dell'assessore Dhimjini e dei vertici di Casalp». «Ma se le parti continueranno a mandarsi messaggi giocando a chi prende meno responsabilità – ripete Faggi – ci si troverà a un punto morto quando le case saranno liberate». Il sindacato ricorda che, essendo la Chiccaia destinata a demolizione (per successiva ricostruzione con i piani di recupero), gli alloggi sgomberati non sono assegnabili a titolo provvisorio, ma nulla vieta – dice – di usarli come alloggi temporanei di fortuna per motivi urgenti, come appunto la necessità di fornire riparo agli sfollati con forza pubblica.
Faggi riserva infine dure critiche al Pd, i cui consiglieri «continuano in modo irritante con la tesi dell'inagibilità della Chiccaia, sebbene il dirigente comunale Maurri abbia parlato sì di un cattivo stato di manutenzione e di impiantistica non a norma, ma non di immobili pericolanti o inagibili».
«So di assemblee organizzate alla Chiccaia – dice – suppongo siano del Pd, che crede ancora di essere il controllore dei quartieri Nord. Sono incontri nei quali c'è il buio totale e passano messaggi sbagliati. E con le voci incontrollate il rischio è che poi qualcuno faccia qualche mossa sbagliata».
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