Sicurezza
Ucciso dal cervo che aveva adottato
Trova una volpe che fa strage di galline e le spara col fucile I colpi spaventano l’animale che salta la rete e lo incorna
Come tutte le mattine, era andato a dare da mangiare ai suoi animali, nel podere che circonda il lussuoso residence che, insieme ai familiari, gestiva sulle colline di Serravalle pistoiese. E quando ha visto, a terra nel recinto, una mezza dozzina di galline morte sgozzate, e, ancora là vicino, quella volpe a cui già in passato aveva inutilmente fatto la posta, non ha esitato un attimo: ha imbracciato la carabina calibro 22 che aveva portato con sé e ha fatto fuoco, svuotando quasi due caricatori contro l’animale in fuga. È stato a quel punto che, terrorizzato dagli spari, “Barabba”, il grosso cervo maschio che, fin da cucciolo, era stato allevato e accudito nel recinto attiguo al pollaio, è balzato giù dal ciglione scavalcando la rete, per poi scagliarsi contro l’uomo.
Ripetutamente trafitto dalle corna, e forse anche colpito dagli zoccoli dell’animale, Marco Coppini, 61 anni, si è accasciato sull’erba. Nessuno ha assistito all’assurda tragedia, ma le tracce di sangue ancora ben visibili sulle acuminate estremità del maestoso palco del cervo hanno lasciato ben pochi dubbi sulla dinamica a chi poi si è trovato di fronte alla drammatica scena.
A trovare il corpo privo di vita dell’uomo, poco prima delle 13 di ieri, è stato– allertato dalla moglie della vittima preoccupata per la lunga assenza – il cognato. Immediato l’allarme al 118, ma ogni tentativo di soccorso è stato inutile. La procura ha disposto l’autopsia sulla salma della vittima, per accertare se la morte sia stata causata direttamente dalle ferite inferte dal cervo o da un successivo malore.
L’animale – circa 4 anni, per due quintali e mezzo di peso – è stato invece posto sotto sequestro: al più presto sarà trasferito in una delle oasi recintate che il comitato di gestione dell’Ambito territoriale di caccia ha sulle colline della provincia, dove, probabilmente, passerà il resto della sua vita, dato che è assai improbabile che un animale ormai addomesticato possa essere rieducato e rimesso in libertà (proprio per questo la legge vieta la detenzione in cattività di animali selvatici).
Marco Coppini abitava con la moglie Rosella Mangoni, 57 anni, a Bottegone, popolosa frazione alle porte di Pistoia, in via San Sebastiano. Le figlie Daria e Chiara, 33 e 28 anni, vivono invece in uno degli appartamenti in cui il settecentesco edificio di Ponte di Serravalle, affacciato sulla campagna della Valdinievole, è stato suddiviso per poi essere trasformato in residence, il prestigioso “Le Coloniche” di via Perticaia.
«C’era la volpe nel pollaio – racconta con la voce rotta Daria – Lui ha sparato alla volpe e il cervo, che è domestico perché è stato allattato, si è spaventato e l’ha caricato...».
Come detto, Marco Coppini aveva portato con sé il fucile , regolarmente detenuto, in quanto nei giorni precedenti la volpe aveva già fatto visita al suo pollaio. E ieri mattina, pochi istanti prima di essere aggredito, era anche riuscito nel suo intento di ucciderla: l’animale è stato poi trovato morto una ventina di metri più a valle. Fatto sta che una volta che il cognato ha scoperto il cadavere dell’uomo, sul posto sono accorse l’automedica del 118 e un’ambulanza della Misericordia di Pistoia, seguite a ruota da carabinieri, forestale e vigili del fuoco. Questi ultimi chiamati per l’eventualità che fosse necessario immobilizzare il cervo. Operazione che però non è stata necessaria: mansueto come era sempre stato fino a ieri, sospinto, “Barabba” è uscito tranquillamente dal recinto dei polli per tornare nell’oliveta dove solitamente vive. E lì, per tutto il tempo in cui soccorritori e forze dell’ordine sono rimasti impegnati nei rispettivi compiti, ha continuato ad avvicinarsi alla recinzione, a farsi accarezzare il muso e a leccare mani e volti.
Dalle sue corna, i carabinieri del nucleo investigativo del comando di Pistoia hanno prelevato dei campioni di tracce ematiche, per le necessarie comparazioni con i campioni di sangue che verranno prelevati durante l’autopsia.
Gli uomini del Corpo forestale dello Stato invece hanno provveduto a svolgere i necessari accertamenti sulla presenza del cervo all’interno del podere, per stabilire se vivesse all’interno del podere oppure, perché svezzato lì e ormai addomesticato, non se ne allontanasse mai più di tanto.
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