Il Tirreno

Livorno

Servono 11 milioni o Aamps chiude I revisori: «Continuità in bilico»

di Giulio Corsi
Servono 11 milioni o Aamps chiude I revisori: «Continuità in bilico»

Livorno, slitta ancora l’ok al bilancio, allarme sulla liquidità. Nogarin al prefetto: traghetteremo l’azienda oltre il 2016
Il Comune annuncia altri prestiti dalle banche ma il collegio dei sindaci gli chiede di ricapitalizzare

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LIVORNO. Come previsto - e come aveva anticipato Il Tirreno - neanche ieri pomeriggio l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio di Aamps. Lo farà giovedì 12 novembre o venerdì 13. Ma il famigerato via libera ai conti del 2014 (in ritardo di 125 giorni rispetto al termine massimo definito dal codice civile) ieri è addirittura finito in secondo piano.

Al centro dell’assemblea infatti c’è stato l’allarme che il collegio dei sindaci revisori ha lanciato al Comune - proprietario al cento per cento di Aamps - relativo al rischio che la continuità aziendale venga meno.

Il collegio, guidato da Francesco Carpano, ha intimato al presidente del cda Aldo Iacomelli, di convocare urgentemente l’assemblea straordinaria dei soci finalizzata alla ricapitalizzazione immediata della società.

Alle casse di Aamps servono 11 milioni, dicono i sindaci revisori. Se non arriveranno, l’unica alternativa sarà lo “scioglimento della società per il venir meno della continuità aziendale” e “l’impossibilità di perseguire l’oggetto sociale”.

Una diagnosi mortale. A cui palazzo civico potrà porre rimedio solo mettendo mano al portafoglio.

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Proprio il Comune, in una nota inviata ieri alla prefettura, ha garantito un impegno in tal senso, annunciando un “piano di risanamento finanziario diretto a consentire la continuità aziendale attraverso un mix di iniezioni di liquidità, costituito da garanzie comunali su prestiti da accendere con le banche e interventi diretti dell'amministrazione per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro, comprensivi di circa euro 3.8 milioni necessari per la continuità al 31 dicembre 2015”.

Tradotto: palazzo civico garantirà 2 milioni subito (già deliberati dal consiglio comunale) mentre altri 1.8 arriveranno dall’ennesimo mutuo (il terzo in essere). Con quei soldi l’azienda sarà a posto fino a Natale.

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Da gennaio - e nel giro di pochi mesi - serviranno però altri 7 milioni. Chi li metterà? Il Comune di tasca sua? O ancora le banche? Non è chiaro dalla nota inviata al prefetto. A quanto pare nelle intenzioni dell’amministrazione sarebbero previsti circa 3.5 milioni di prestito da parte del Comune e altri 3.5 di un quarto mutuo. Tutta la partita si gioca qui. E la differenza tra le due opzioni, per il futuro di Aamps, non è da poco. Perché fare altri debiti per pagare gli attuali debiti, permetterà nell’immediato qualche mese di sopravvivenza, ma finirà per aggravare ulteriormente le condizioni dell’azienda, salassata da altri interessi e da altre rate da pagare, esattamente ciò che adesso la sta affossando.

Non è un caso che i sindaci revisori abbiano chiesto al cda la convocazione dell’assemblea straordinaria (quella della ricapitalizzazione), in maniera prioritaria rispetto all’assemblea ordinaria (quella dell’approvazione del bilancio). In soldoni: i sindaci vogliono che palazzo civico - in quanto proprietario di Aamps - inietti capitale, prima di esprimere il loro giudizio positivo per l’approvazione del bilancio 2014. Ma l’assessore al bilancio Lemmetti ha più volte ripetuto - ancora pochi giorni fa - di non aver alcuna intenzione di mettere capitale fresco nelle casse di via dell’Artigianato.

Una posizione fermissima, in contraddizione però rispetto a quella dei sindaci e soprattutto alla nota del sindaco Nogarin al prefetto. Nelle prossime ore scopriremo quale linea prevarrà.

Cooplat e gli altri attendono... A cosa serviranno questi soldi “extra”, cioé in più rispetto ai 35 milioni circa di Tari che il Comune versa ogni anno ad Aamps? Gli 11 milioni servono per pagare una parte dei debiti contratti dall’azienda (e nati dall’enorme morosità), ed evitare che i fornitori stremati da pagamenti sempre più in ritardo blocchino il servizio o peggio ancora chiedano l'intervento del tribunale fallimentare.

Va detto che è un rischio che l'azienda corre da tempo, gridato ripetutamente al Comune dagli amministratori che si sono succeduti al Picchianti nell’ultimo anno, Fommei, Di Gennaro, Iacomelli, e che mese dopo mese si è fatto sempre più concreto fino alla durissima presa di posizione dei sindaci revisori.

Tanto per far capire la situazione: Aamps deve ancora dare a Cooplat 4 milioni di euro per il servizio di spazzamento delle strade effettuato tra il 2014 e il primo semestre 2015. Un milioncino deve darlo a Rari, 600mila euro a Lonzi. Poi ci sono i debiti verso i fornitori più piccoli (senza considerare i mutui). "Sono pranzi mangiati e non pagati", è la metafora che più volte ha usato il presidente del cda Iacomelli.

Sul mutuo posizioni opposte di Lemmetti e Nogarin. L’ipotesi di un altro mutuo non è nuova. Se ne parla da tempo e molto è stata discussa negli ultimi giorni, da quando Nogarin (due settimane fa) ha ufficialmente detto che un aiuto da parte delle banche era una strada percorribile.

Davanti alle parole del sindaco molti osservatori hanno fatto notare che il 24 settembre l’assessore Lemmetti in commissione d’indagine Aamps, aveva sottolineato che «le banche non hanno intenzione di aumentare l'indebitamento nei confronti delle nostre partecipate e non potremo chiedere ulteriore credito».

Le banche aprono la porta. In realtà, a quanto risulta al Tirreno, almeno due importanti istituti di credito - entrambi toscani - avrebbero lanciato negli ultimi giorni segnali di apertura per accendere nuovi finanziamenti ad Aamps. Ogni prestito tuttavia sarebbe strettamente legato e successivo all’approvazione del bilancio.

Il bilancio slitta. Come dicevamo l’approvazione del bilancio è slittata. Il sindaco ha tuttavia già confermato l’ok alla perdita di 11.7 milioni di euro, quasi dimezzata rispetto ai 21.4 milioni che erano stati ipotizzati a giugno, grazie alla cessione dei crediti Tia di Aamps al Comune.

L’approvazione non è arrivata perché i sindaci revisori non hanno dato il via libera, ritenendo opportuno evidenziare che il problema di Aamps oggi è rappresentato dalla continuità aziendale.

Venerdì 13 o lunedì 16 sciopero. In mezzo a questa situazione di incertezza ci sono i 400 lavoratori: ieri in cento hanno presidiato piazza del municipio in attesa di notizie. Altissima la tensione, al punto che la maggiorparte voleva scioperare già quest’oggi. Lo sciopero invece sarà annunciato oggi per venerdì 13 o in alternativa per lunedì 16. Venerdì 6 intanto un’assemblea si terrà in piazza del municipio. «I lavoratori sono stanchi di questa incertezza, di questi continui rinvii, di questa mancanza di risposte - spiega Giovanni Golino, segretario della funzione pubblica Cgil -. Non scioperiamo subito perché rispettiamo i termini del preavviso fissati dalla legge. Lo faremo la prossima settimana contro la mancata approvazione del bilancio, contro la mancata garanzie sulla continuità aziendale e per l’assunzione di 40 precari che garantirebbero 1.4 milioni di risparmi».

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