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Cassa S. Miniato «Noi, la banca della Toscana»
La Cassa di Risparmio di San Miniato rivendica la propria "mission" di «banca di riferimento per la Toscana»: l'istituto di credito, nato nel 1830 dall'investimento di 400 fiorini da parte di 22...
La Cassa di Risparmio di San Miniato rivendica la propria "mission" di «banca di riferimento per la Toscana»: l'istituto di credito, nato nel 1830 dall'investimento di 400 fiorini da parte di 22 cittadini delle più illustri famiglie della città da cui prende il nome, ha 86 filiali e 684 dipendenti, negli ultimi due anni ha visto crescere i soci del 60,9% e il patrimonio netto del 18,2% (fino a raggiungere i 260 milioni di euro con 8,04 miliardi di prodotto bancario). Ora è guidato da Alessandro Bandini (presidente), Divo Gronchi (amministratore delegato) e Alberto Silvano Piacentini (direttore generale).
La "Cassa" sanminiatese punta a ottimizzare la propria macchina organizzativa per «affrontare i nuovi scenari sociali ed economici, - spiegano dal quartier generale bella banca - conservando i propri principi più autentici, con il fine ultimo di essere al passo con i tempi in nome della tradizione». Ma l'ingrediente numero uno della crescita è l' «attenzione alle esigenze della comunità in cui si opera»: la base della propria storia è «la vicinanza e la tradizione», garantendo «velocità e qualità nelle rispo- ste date ai propri interlocuto- ri». Carismi tiene a ribadire di aver «sempre avuto un occhio di riguardo per le imprese lo- cali e per tutte le famiglie»: la banca sottolinea che «non di- mentica mai di ricambiare tale fiducia mantenendo saldi i propri principi di reinvesti- mento sul territorio» nel se- gno della «curiosità e atten- zione al cambiamento per non smettere mai di tendere all'eccellenza».
Il consiglio di amministrazio- ne ha approvato il progetto di bilancio 2014, chiuso con un utile netto di 10,2 milioni di euro; con un incremento del 56,4% rispetto all'esercizio precedente, nonostante il per- durare del difficile contesto economico-finanziario. E' da aggiungere che lo stock dei conti correnti è «cresciuto quasi del 5% negli ultimi due anni, attestandosi a circa 91mila unità»: un aumento che ha riguardato sia i conti correnti dei privati («che rappresentano il 69% dei conti correnti totali») sia quelli delle imprese.
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