Assessori pendolari, ecco quanto ci costano
Circa 30.000 euro in tre in un anno per il tragitto casa-Comune
LIVORNO. In tutto fanno circa 30.000 euro: per la precisione 30.107,88 euro in poco più di un anno, dal luglio del 2014 al settembre 2015. Sono i rimborsi richiesti e pagati agli assessori pendolari (quelli che risiedono fuori dal comune di Livorno) della giunta a 5 Stelle per le spese sostenute per il “raggiungimento della sede istituzionale”. In altre parole per andare da casa al lavoro, ovvero in Municipio, come previsto da una delibera approvata dalla giunta nell’ottobre dello scorso anno.
I 30.107,88 euro sono praticamente tutti riconducibili a tre assessori: Gianni Lemmetti, Giovanni Gordiani e Nicola Perullo. Con una media di circa 8.000 euro all’anno. I maggiori rimborsi, fino a oggi, sono a carico dell’assessore al bilancio, Gianni Lemmetti, originario di Pietrasanta. Stando alla dichiarazione dei redditi pubblicata sul sito del Comune, risiede a Pescia, anche se nell’agosto del 2014, in un’intervista al Tirreno, aveva spiegato di risiedere nella frazione di Collodi solo «un paio di giorni a settimana» e di abitare gli altri giorni a Lido di Camaiore, «dove ho il mio studio principale». In ogni caso, dall’agosto del 2014 – quando è stato nominato – al settembre di quest’anno, ha chiesto indietro 12.397,55 euro anticipati per la vita da pendolare. Tradotto: una media di quasi mille euro al mese (885,53 euro), dai 217 dell’agosto 2014 ai 1.074 del settembre scorso.
Attenzione: queste somme – che a ieri non figuravano nella sezione “amministrazione trasparente” del sito del Comune – sono altra cosa rispetto alle indennità mensili o dalle spese per missioni e rappresentanza (trasferte al ministero, all’Anci...) che sono online. Gli assessori, infatti, hanno diritto a uno “stipendio” di 4.130,17 euro lordi al mese (ad eccezione di Perullo, che prende la metà perché ha scelto di continuare a insegnare senza andare in aspettativa). Per le spese di missione, invece, a Lemmetti sono spettati ad esempio 99 euro nel 2014 e 1.471 euro nei primi sei mesi del 2015.
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Ma torniamo ai rimborsi casa-lavoro e passiamo all’assessore ambiente e alla mobilità, Giovanni Gordiani, di Cutigliano (Pistoia): tra luglio 2014 e settembre 2015 ha chiesto 9.459,83 euro. Il picco nel settembre dello scorso anno: 1.048,80 euro (somma poi liquidata, come altre, a gennaio). A seguire l’assessore al turismo e allo sport, Nicola Perullo, che risiede lontano dalla Toscana, a Bra (provincia di Cuneo), dove insegna all’Università di Pollenzo: in quindici mesi, tra luglio 2014 e settembre 2015, gli sono stati liquidati 7.256,22 euro, con una media di circa 483 euro al mese.
Nell’elenco dei rimborsi figura anche Alessandro Aurigi, che agli atti risulta residente a un passo da Livorno, a Rosignano. Ma le richieste di rimborso dell’assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici si sono fermate sul nascere: 994, 28 euro per l’agosto del 2014.
Come aveva annunciato, non ha chiesto rimborsi per il tragitto casa-Comune il sindaco Filippo Nogarin, che secondo la delibera della sua giunta – delibera che nell’autunno scorso ha scatenato parecchie polemiche e contropolemiche – avrebbe potuto farlo perché residente a Castiglioncello (Rosignano marittimo).
Così, senza il sindaco e un assessore, la spesa si è un po’ ridotta rispetto alle previsioni della delibera 431 di circa 23.000 euro di rimborsi nel 2014 e 38.000 previsti nel 2015 e 2016: nel 2014 risultano 13.000 euro di rimborsi e per ora, nel 2015, circa 17.000. Che in totale fanno appunto 30.000 euro in tre.
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