Toscana
«L’ospedale è all’altezza pensiamo prima alla sanità»
L’assessore Dhimgjini dopo la visita della commissione regionale «Avanti con le visite nei reparti e gli incontri con i direttori di dipartimento»
LIVORNO. «Durante la riunione della commissione regionale sul viale Alfieri è emersa, per l’ennesima volta la grande capacità del nostro presidio ospedaliero di rispondere con impegno e costanza quotidiana ai bisogni dei cittadini. Livorno merita il suo ruolo, quello di una grande città che dal punto di vista sanitario, grazie ai numerosi professionisti, fa molto da sempre. E che ancora molto potrà dare, perché l’unico scopo è la cura del cittadino». A scriverlo è l’assessore alla sanità e al sociale del Comune, Ina Dhimgjini, dopo che mercoledì la commissione regionale sulla sanità si è riunita a Livorno, sul viale Alfieri, per spiegare gli effetti della riforma del settore, e ha visitato anche i reparti dell’ospedale.
Le parole che arrivano da Dhimgjini suonano come l’ennesima conferma della volontà della giunta a 5 Stelle di non procedere alla costruzione di nessun nuovo ospedale, ma di pensare alla ristrutturazione dell’esistente.
«L'amministrazione comunale di Livorno – interviene l’assessora – è molto attenta alle esigenze dei cittadini e su questo aspetto si muove e intende muoversi. L'assessorato alla sanità sta procedendo con le visite ai reparti dell’ospedale e con gli incontri con i direttori di dipartimento per conoscere sia le criticità che, soprattutto, i punti di forza del presidio ospedaliero di Livorno».
«Una cosa – chiosa – è certa: i medici, gli infermieri, i professionisti quotidianamente salvano delle vite, curano le persone, informano e seguono i pazienti. Svolgono con impegno la loro attività verso il prossimo e lo fanno con passione, determinazione, forza e coraggio. Lo hanno fatto sempre, prima della riforma della sanità, e lo faranno dopo la riforma». «Qualsiasi riforma – aggiunge – non può avvenire dimenticandosi quasi di questo: prima occorre pensare al contenuto che riveste la proposta o l'idea». «Si pensi – aggiunge – alla legge di riforma sanitaria, partita dall'idea di riorganizzare il servizio, e subito dopo alla raccolta delle firme per il referendum per abrogarla. Si pensi alle Società della salute che sono nate e poi, come a Livorno, sono state sciolte perché non funzionali. Si pensi alle difficoltà nell'accorpamento delle zone di area vasta laddove si dovrà ricordare come ci sono comuni dove ancora vi è la Società e altri dove invece si realizza la rete sociosanitaria mediante la convenzione ex articolo 70 l.r. 40/2005. Quella stessa legge che la Regione si propone di modificare entro dicembre». Una «modifica il cui obiettivo era già stato segnato all'interno della legge regionale 28/2015, rispetto alla quale la raccolta firme già testimonia un sintomo di malcontento importante».
«Dunque occorre porre l'attenzione – conclude – su questi professionisti che rappresentano la voce dei cittadini e la cui vera sfida non è certamente resistere ai tagli della spesa e alle riorganizzazioni, ma rispondere con costante professionalità e impegno anche in momenti in cui chiedono a gran voce di porre l'attenzione sulla sanità. Sanità e punto. Non nuovo o vecchio, non legge o non legge. Ma sanità. Questo l'amministrazione intende fare e farà con tutto il suo impegno politico».
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