Gioco
Fiorentina, il quartiere che aspetta dal mercato ai palazzi di via Bruno
L’accusa del Pd: «Problemi datati dagli anni Novanta, ma ora il Comune rischia di perdere 40 milioni» Tutto ruota attorno al trasferimento dell’area dell’ortofrutta al Nuovo Centro che continua a slittare
LIVORNO. Quando si presenta sotto l'obelisco di piazza Barriera Garibaldi per il sopralluogo tra i problemi irrisolti del quartiere, Vladimiro Del Corona tira fuori alcuni articoli del Tirreno datati 1990. «Già allora - ricorda l'attuale segretario del circolo Pd mostrando i giornali - ci lamentavamo per la scarsa attenzione delle istituzioni sul rione di Fiorentina. Ma l'aspetto peggiore - sottolinea lo storico dirigente ed ex presidente di circoscrizione - è che i titoli di allora si sposano perfettamente con la situazione attuale. Con l'aggravante che la giunta Nogarin oggi avrebbe già pronto lo strumento per la rinascita urbana e sociale del quartiere, lasciato dalla precedente amministrazione, nonché quasi 40 milioni pronti da spendere, invece denota un preoccupante quanto dannoso immobilismo».
La Variante e le risorse. Il riferimento di Del Corona è alla Variante abitare sociale di Fiorentina, documento ereditato dalla giunta Cosimi, che conta le operazioni di edilizia popolare in via Giordano Bruno (abbattimento di 160 alloggi e ricostruzione di 100 appartamenti) e al Mercato ortofrutticolo (delocalizzazione delle attuali attività e realizzazione di circa 130 alloggi di vario tipo in quest'area), senza dimenticare la riqualificazione della piazza principale del rione e delle strutture adiacenti ora abbandonate al degrado. «A Cosimi - spiega Del Corona - si può rimproverare tutto, ma gli va dato atto di aver lasciato l'approvazione del protocollo di intesa con la Cassa depositi e prestiti (risale all'aprile 2014, ndr) che garantisce 29 milioni di euro per l'operazione al Mercato, e l'ottenimento di 10 milioni dalla Regione per i piani di recupero in via Giordano Bruno (settembre 2013). Il logico passo seguente - è la critica del segretario del circolo Pd - doveva essere una semplice ma responsabile continuità progettuale e operativa da parte della nuova amministrazione. Invece siamo al nulla totale. E questo è inaccettabile, perché di questo passo quei 40 milioni rischiano di andare perduti».
Il Mercato ortofrutticolo. C'è una parola che ritorna spesso nelle accuse del Pd del quartiere: è "impantanamento". Del Corona la usa più volte quando il sopralluogo arriva al Mercato ortofrutticolo. Qui la discussione si concentra sui 29 milioni, disponibili grazie alla Cassa depositi e prestiti, e sul maxi progetto che prevede la costruzione di 53 alloggi al posto della struttura di vendita dei grossisti (da demolire) più la realizzazione di altri 60 appartamenti ex Consorzio Etruria, di cui una parte in affitto concordato e una parte in vendita per coprire l'operazione.
«Sebbene la prima scadenza per l'iter progettuale ed esecutivo fosse fissata nel dicembre scorso - ricorda Del Corona - quei 29 milioni sono sempre lì, a disposizione, ma fermi». Così come è fermo l'altro progetto, sempre nell'area mercatale, riguardante 18 alloggi Erp da ricavare nella ex "struttura dei contadini" (già demolita): «L'intervento è già stato finanziato e in teoria doveva concludersi a giugno, ma Casalp sta ancora aspettando la concessione dell'area dal Comune per iniziare le operazioni». Del Corona spiega poi come la causa di questo immobilismo sia il nodo della delocalizzazione delle attività del Mercato ortofrutticolo: «Per il trasferimento è stata identificata un'area al Nuovo Centro, ma servono 2 milioni e mezzo che non ci sono. Il Comune potrebbe metterli di tasca propria, dato che poi gli operatori pagheranno l'affitto, o dovrebbe fare pressioni alla Cassa depositi e prestiti per trovare un accordo. Invece siamo alla fase dei contatti sporadici, così i 29 milioni sono tenuti in scacco da poco più di due».
Via Giordano Bruno. Quando si arriva in via Giordano Bruno, i rappresentanti del Pd di Fiorentina sono raggiunti dal consigliere regionale Francesco Gazzetti. E non a caso, perché proprio la Regione è il soggetto che già da settembre 2013 ha messo a disposizione 10 milioni per i lavori sugli immobili ai civici 14, 16 e 18. In totale, i piani di recupero in via Bruno prevedono la demolizione di 160 alloggi e la ricostruzione di altri 100 appartamenti. «Ma anche qui - accusa Del Corona - stiamo assistendo a ritardi impressionanti, nonostante le risorse a disposizione. Basti pensare che al civico 14, dopo la demolizione del vecchio edificio di un anno fa, non sono ancora iniziati i lavori per il nuovo palazzo». Senza contare che «ancora non sappiamo quali siano le idee dell'amministrazione per il blocco che raggruppa i civici dal 2 al 10».
Non solo: «La Regione coprirà anche i costi per trasferire temporaneamente le circa 35 famiglie dai blocchi 16 e 18 al futuro complesso 14 e ai futuri alloggi al Mercato, così da liberare le altre strutture e procedere alla ricostruzione. Ma il mio timore è che anche in quella occasione si debba assistere alle solite occupazioni che rallenterebbero ancora di più l'iter operativo». Per Del Corona «la mancanza di una strategia chiara dell'amministrazione rischia di causare un assurdo quanto probabile conflitto tra l'emergenza abitativa e i piani di recupero, con il possibile e sciagurato blocco di questi ultimi, come è già successo a Shangai».
Degrado e silenzio. Nella Variante “Abitare Sociale” rientra anche la riqualificazione della storica piazza del rione, con al centro il grande obelisco, e della Porta Barriera Fiorentina, compreso l'edificio delle vecchie stalle adiacente al circolo Divo Demi. Una struttura, questa, che i residenti della zona hanno tristemente soprannominato "il tugurio", viste le pessime condizioni igienico-sanitarie che da troppo tempo la caratterizzano. L'edificio è stato messo in sicurezza con una serie di pannelli in legno, ma alcuni elementi sono stati divelti e aprono così lo sguardo sui rifiuti di ogni tipo, accatastati tra le barriere e le pareti, comprese decine di siringhe utilizzate dai tossicodipendenti.
«Anche quest'angolo della piazza, dove ogni giorno transitano famiglie con bambini - conclude Del Corona - aspetta un messaggio da Palazzo civico. Già all'inizio dell'anno avevamo chiesto alla giunta quale fosse la strategia sulle tante questioni aperte di Fiorentina. E siamo ancora senza risposte. La verità è che ad oggi la latitanza dell'amministrazione a 5 Stelle su questi temi è vergognosa».
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