Il Tirreno

Livorno

sulle partecipate scoppia il caso

Tre grillini contro la giunta lasciano la sala e non votano

LIVORNO. Se voleva essere un messaggio politico è arrivato forte e chiaro. Ieri pomeriggio, per la prima volta, tre consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno abbandonato la sala e non hanno votato una...

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LIVORNO. Se voleva essere un messaggio politico è arrivato forte e chiaro. Ieri pomeriggio, per la prima volta, tre consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno abbandonato la sala e non hanno votato una variazione di bilancio per i servizi scolastici in aperta polemica con l’ amministrazione (soprattutto sulle partecipate). È stato Alessandro Mazzacca a dare il “la” pronunciando parole tanto taglienti da far capire che dentro il gruppo M5S si è creta una fronda che non è contenta di come vengono gestite partite chiave.

«Ritengo che il lavoro fatto fino a oggi dall’amministrazione – ha detto a chiare lettere – sia insufficiente». «Evidentemente – ha aggiunto riferendosi soprattutto a FarmaLi – c’è un problema tra gli amministratori delle società comunali e l’assessore di riferimento». Ovvero Gianni Lemmetti. Ha quindi chiesto di «cambiare passo», con la chiara volontà di sostituire l’assessore alle partecipate, e ha aggiunto che «questa volta non voterò, la prossima voterò contro».

Al momento del voto lo hanno seguito due grillini: il capogruppo uscente Giuseppe Grillotti e Sandra Pecoretti. E per un soffio la maggioranza non è andata sotto: 14 favorevoli e 8 contrari (Pd, Fi, Lbc). Ma c’è da considerare che Cd ha abbandonato l’aula, mentre i 3 di Bl sono stati gli unici ad astenersi.

Nei corridoi sono così scoppiate le tensioni. Va detto però che il gesto politico chiaro dei 3 M5S in realtà non aveva direttamente a che fare con il provvedimento che poi è stato approvato: una variazione al bilancio di previsione 2015-2017 per reperire i 258.000 euro necessari a garantire il funzionamento dei servizi scolastici nell'anno in corso nelle strutture comunali. Di questo si era già discusso ieri in commissione. A illustrare la delibera Stella Sorgente e Francesca Martini: vicesindaco e assessore hanno spiegato come la modifica serva a recuperare le risorse per prorogare i contratti a tempo determinato, fino al 23 dicembre, del personale fornito dall'agenzia Obiettivo Lavoro per i servizi educativi 0-6 anni.

Gli uffici evidenziano la necessità di individuare 45 unità, tra educatori e insegnanti, per fare fronte a mancanze tra il personale a tempo indeterminato (assenze per maternità, malattia, congedi, posti vacanti...). Recuperare i 258.000 euro da altre voci di spesa, ha assicurato la dirigente Susanna Cenerini, non inciderà sui servizi, perché «le sottrazioni sono state in capitoli formulati sulla base di previsioni leggermente sovrastimate».

Spazio anche al caso delle due educatrici idonee (poiché rientrate nella graduatoria del 2009 e inserite nella delibera che nel 2013 prevedeva l'assunzione di 10 unità) ancora in attesa del posto fisso e pronte a presentare ricorso contro il Comune. Sorgente rivela che l'amministrazione ad oggi non potrebbe comunque assumerle, perché un decreto ministeriale di settembre stabilisce che, in caso di possibilità di assunzioni a tempo indeterminato da parte dei Comuni, dovrà essere data la precedenza al personale in sovrannumero delle province, con il Dipartimento della funzione pubblica che metterà in contatto domanda e offerta attraverso una banca dati nazionale in fase di costruzione.

Giorgio Carlini

Juna Goti

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