Gioco
Protestano a colpi di fazzoletti di carta
I lavoratori del sociale in polemica per gli appalti in scadenza. Arriva l'ok per un consiglio comunale aperto a loro dedicato
LIVORNO. Alla fine ciò che hanno ottenuto è stato un incontro, lunedì, con la presidente del consiglio comunale, Giovanna Cepparello. Riunione che servirà a decidere la data del consiglio aperto che chiedono da settimane. È finita così la protesta di un centinaio di lavoratori del sociale, in rappresentanza di circa duemila addetti che gravitano intorno a case di riposo, centri diurni per disabili, case famiglia.
I manifestanti prima si sono fatti sentire in consiglio comunale (convocato in via eccezionale in Provincia), poi si sono confrontati con i capigruppo delle varie forze politiche in piazza del Municipio, dove hanno avuto un duro con il consigliere grillino e presidente della quinta commissione, Marco Galigani.
Gli operatori si sono presentati in consiglio comunale all’apertura della seduta mostrando decine di cartelli: «I lavoratori del sociale non sono fazzoletti usa e getta», c’era scritto su uno di questi. E proprio dei fazzoletti di carta hanno sventolato, oltre ai cartelli, in un’imitazione della pañolada che si vede negli stadi spagnoli quando lo spettacolo in campo non è dei migliori.
Hanno anche distribuito un volantino a firma di Fp-Cgil, Cisl Fisascat, Cisl Fp e Uil Fpl: «Consiglio comunale aperto, è urgente discutere adesso sulle politiche sociali del Comune, i cittadini hanno diritto di sapere».
Al centro delle polemiche, ormai da settimane, i piani del Comune sugli appalti in scadenza: secondo i lavoratori delle cooperative e delle associazioni che operano nel sociale, il municipio non garantisce la clausola di salvaguardia nei bandi di gara. Quella clausola che, a scadenza di un appalto, obbliga le aziende interessate a partecipare alla gara a riassumere, a parità di stipendio, tutti i lavoratori.
In sala i toni si sono accesi. «Se sul tavolo c’è una discussione con i lavoratori bene, altrimenti il sindacato mi costringerà a chiedere conto di questa sua attività e dell’interruzione di pubblico servizio», è intervenuta l’assessora Ina Dhimgjini, che con le sigle sindacali ha già avuto diverse frizioni.
Parole che hanno fatto ulteriormente inviperire i lavoratori e i rappresentanti presenti. «L’assessora ha il posto sicuro, ma a noi vuole toglierlo», ha gridato dal fondo della sala una lavoratrice.
Cepparello, con l’ok di tutti i capigruppo, ha promesso un incontro con i sindacati lunedì alle 12,30 per fissare il consiglio comunale aperto. «Era quello che chiedevamo da settimane – commenta Roberto Francesconi della Uil – avevamo mandato una lettera, ma l’amministrazione non ha mai risposto. Oggi siamo venuti qui e l’abbiamo ottenuto». Animi tesi anche quando i lavoratori si spostano in piazza: «Per la prima volta a Livorno assistiamo a una deregulation nel sociale, è una vergogna» commenta una donna che lavora in una casa-famiglia. «Così ne risentirà anche la qualità dei servizi», aggiunge un’altra.
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Molti portano l’esempio del bando per i dormitori, che porterà alla perdita di otto posti di lavoro. «Ma quello è un settore in cui opera il volontariato e quindi il lavoro deve essere fatto su base volontaria», ribatte Marco Galigani (M5S). Frase che fa arrabbiare ancora di più i presenti, con i quali discuterà per un’ora in piazza.
Critiche le opposizioni: «Avevamo chiesto di studiare come mettere mano al sociale un anno fa», attacca Marco Ruggeri del Pd. «L’amministrazione ha sbagliato a ignorare queste persone», dice Marco Cannito (Città Diversa).
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