Gioco
Folle gimkana in centro con l’auto rubata
Un quindicenne alla guida distrugge una panchina davanti a Mc Donald’s, poi semina il panico sotto i portici di via Pieroni
LIVORNO. A terra, dopo i minuti di follia in cui piazza Grande è stata sconvolta da una macchina impazzita, sono rimasti un pilastro in marmo abbattuto e una panchina rotta. Tutto intorno, tanti involontari spettatori che cercavano di rendersi conto di che cosa fosse successo. E, per metà sotto un portico e per metà in strada, un’auto semi-distrutta.
«Non mi aspettavo che l’avrei mai più rivista, ormai l’avevo data per scomparsa. Ma ora probabilmente dovrò buttarla via». Il carro attrezzi è partito da poco, portando con sé la Chevrolet Captiva che ha terrorizzato il centro prima di fermarsi per i troppi danni. E il suo proprietario, chiamato poco verso le 23 dalla polizia, ha avuto modo di calmarsi dopo l’arrabbiatura iniziale. Probabilmente, in fondo, aveva sempre sperato di ritrovare la sua macchina, qualche volta avrà anche immaginato come sarebbe successo. Certo, vedersela ricomparire così è quasi peggio che non trovarla mai più.
Una beffa, oltre al danno subito due mesi fa, nel corso di una serata in cui aveva perso due mezzi di trasporto nel giro di poche ore: «A fine agosto mi hanno rubato il motorino e, dentro, hanno trovato le chiavi della macchina e i documenti di proprietà del mio scooter. Sono riusciti a risalire a dove abito e, una volta in zona, hanno continuato ad utilizzare il telecomando finché non hanno visto accendersi le luci di un’auto. La mia».
Ma mentre il cinquantino non è mai più ricomparso, la macchina è stata ritrovata mercoledì sera, in pieno centro, nella maniera più clamorosa possibile. A bordo c’erano due ragazzi nordafricani, uno di 19 e uno di 15 anni. Hanno sbattuto su diversi ostacoli incontrati nella loro gimcana, terrorizzando diversi spettatori che hanno visto l’auto muoversi a zigzag incurante di ciò che colpiva.
E sono andati avanti finché la macchina non ha iniziato a dare segni di cedimento. Prima, hanno fatto in tempo ad abbattere un pilastro in marmo e a sbattere contro una panchina di piazza Grande. Nemmeno quell’ostacolo li ha fermati: hanno continuato sotto il portico, sfrecciando di fianco al Mc Donald’s, fino a quando la macchina non ha definitivamente alzato bandiera bianca.
Non è del tutto chiara la dinamica di quegli istanti, vista l’enorme confusione che ha colto tutti i testimoni di sorpresa. Ciò che è certo è che uno dei due ragazzi ha provato a scappare giù per via dell’Angiolo. Ma la polizia, che intanto era arrivata sul posto con due volanti e una unità della squadra mobile, l’ha trovato e fermato prima che riuscisse a dileguarsi.
Lui ha cercato di opporre resistenza con pugni, calci e minacce: ha colpito al ginocchio un agente, che è stato medicato e ha una prognosi di cinque giorni. Il giovane, pluripregiudicato, si chiama Mohamed Doghammi ed è stato arrestato. Si trova in carcere e verrà processato oggi per direttissima. Dovrà rispondere delle accuse di ricettazione, danneggiamento aggravato in concorso, resistenza, oltraggio e minacce a pubblico ufficiale.
Il secondo ragazzo, quello che era alla guida, ha 15 anni ed è marocchino. È stato fermato subito, appena sceso dall’auto, ed è stato deferito al tribunale dei minori per gli stessi reati del suo amico più anziano e si trova in affidamento.
Il quindicenne è risultato anche autore di un altro reato compiuto nella stessa serata: aveva rubato un cellulare a un connazionale, furto che era già stato denunciato dallo stesso uomo derubato.
Un’ora dopo la fine della corsa, piazza Grande ha cominciato a svuotarsi. Se ne sono andati via le persone che avevano assistito alla scena, che non potevano credere ai loro occhi mentre guardavano la macchina sbattere contro qualsiasi cosa e continuare la sua marcia.
Se ne sono arrivati i curiosi, insospettiti dai rumori degli scontri, dalle grida e dai lampeggianti che arrivavano da uno dei punti più centrali della città. E se n’è andata la municipale, arrivata sul posto per fare i rilievi e per valutare i danni che quella scheggia impazzita ha fatto agli arredi del centro. L’ultimo ad andarsene è stato il proprietario dell’auto. Era arrivato senza la sua Chevrolet ed è tornato a casa senza, dopo averla vista distrutta da due ragazzini.
Verso mezzanotte la piazza era quasi deserta. E le uniche tracce di quello che era successo erano al suolo: il pilastro abbattuto e la panchina di pietra distrutta. Non c’era riuscita nemmeno lei a fermare la corsa dell’auto.
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