Gioco
Ecco il primo passo per salvare l’Aamps
Giunta e Cda danno l’ok alla cessione dei crediti Tia al Comune che ridurrà la perdita 2014 a 11 milioni. Ma la grave crisi di liquidità resta
LIVORNO. La giunta comunale e il Cda di Aamps hanno approvato un atto che, dopo mesi di tira e molla, consentirà all’assemblea dei soci convocata per lunedì di approvare il bilancio della società che gestisce i rifiuti.
Mercoledì, dopo una riunione fiume con i tecnici di punta del Comune, la giunta (assenti per impegni fuori città proprio il sindaco e l’assessore all’ambiente) ha infatti deliberato il “contratto di cessione dei crediti sotto condizione sospensiva”, come annunciato ieri in consiglio comunale dalla vicesindaco Stella Sorgente e dall’assessore al bilancio Gianni Lemmetti.
Cosa significa in concreto? Tra il 2006 e il 2012 Aamps ha accumulato 11.460.000 euro di crediti Tia dichiarati inesigibili: in altre parole soldi che imprese, cittadini o enti non hanno pagato e che oggi risulta impossibile riscuotere. Nel 2015 una parte di quei crediti (3.820.000 euro) è già stata spalmata dal Comune sulla Tari di tutti i livornesi, come tra l’altro prevede il decreto 78 che nel frattempo, ad agosto, è diventato legge.
Il contratto che Aamps e Comune si apprestano a firmare ora, non solo conferma che i restanti 7.640.000 euro saranno spalmati sulla tariffa del 2016 e del 2017 (3.820.000 euro all’anno, come già delineato dal Piano tecnico finanziario approvato dal consiglio comunale a dicembre), ma che la cessione di crediti dall’Aamps al Comune è “condizionata”: se il Comune non dovesse «mantenere integralmente in tariffa per il 2016 e il 2017» i crediti inesigibili Tia o il consiglio decidesse di cambiare il Ptf prevedendo importi inferiori a quei circa 3.820.000 euro all’anno, Palazzo Civico sarebbe comunque costretto a frugarsi e a garantire alla sua azienda le somme previste.
Lo dice chiaramente il punto 2 della delibera approvata dalla giunta e allegata al contratto: «Al verificarsi della condizione sospensiva occorrerà procedere a una idonea variazione di bilancio con la quale dare copertura finanziaria alla parte dei crediti previsti nel contratto» e «non ribaltati in tariffa».
Qual è il primo effetto per i livornesi? Che nel 2016 e nel 2017 i livornesi pagheranno la stessa tassa sui rifiuti del 2015: niente riduzioni, come auspicato dal gruppo a 5 Stelle, a meno che Aamps non riesca ad abbassare il costo del servizio (ipotesi difficile da concretizzare considerando le condizioni dell’azienda) o il Comune non paghi di tasca propria quei crediti che eventualmente decidesse di non spalmare subito sulla Tari (prima o poi, per legge, dovrà comunque farlo).
Quali sono invece, per l’azienda, gli effetti della delibera 453 appena approvata dalla giunta? Intanto si è coperta le spalle rispetto alle somme dovute dal Comune e, come riferito ieri dalla giunta, lunedì l’assemblea dei soci dovrebbe finalmente approvare il bilancio. Aamps dovrebbe chiudere i conti a meno 11 milioni di euro: numeri in rosso che comunque consentirebbero un “salvataggio tecnico”. Insomma, rispetto ai meno 21 milioni di cui si parlava all’inizio, eviterebbero un fallimento di fatto.
C’è quindi la delibera salva-Aamps. Anche se va detto che quello fatto mercoledì è solo un primo passo verso il salvataggio, perché per ora la crisi nera di liquidità dell’azienda resta. Al tavolo con i sindacati, è già venuto fuori che Aamps rischia di avere la liquidità necessaria per assicurare l’attività quotidiana solo fino a dicembre. Gli amministratori che si sono succeduti alla guida dell’azienda, da Fommei a Iacomelli, hanno chiesto e chiedono al Comune la stessa cosa: iniettare nuovi capitali (almeno una decina di milioni), al di là dei crediti ex Tia...
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