Il Tirreno

Livorno

Sos dei sindacati sul futuro della polizia provinciale

di Alessandro Farulli
Sos dei sindacati sul futuro della polizia provinciale

Il settore ambiente rischia di diventare la vera vittima dell’abolizione delle Province Dal dissesto idrogeologico alle discariche abusive: «Fare chiarezza sul futuro dei servizi»

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LIVORNO. Rischia di essere l'ambiente la vera vittima dell'abolizione delle Province.

Messi al sicuro i posti di lavoro, tutti i dipendenti saranno ricollocati in larga parte in Regione, mancano invece risorse e idee chiare sul destino del servizio fino ad oggi offerto dalla polizia provinciale.

Parliamo di viabilità, ma soprattutto presidio del territorio: dal dissesto idrogeologico alle discariche abusive.

Attualmente le unità sono 21. Per il sindacato servono tutte se si vuole mantenere il servizio così come è ora.

La questione è stata sollevata durante la mobilitazione nazionale dei dipendenti delle Province organizzata da Cgil, Cisl e Uil (con presidi davanti alle prefetture e assemblee nei luoghi di lavoro e davanti alle sedi regionali).

Le organizzazioni sindacali di categoria reclamano per Livorno risposte a tre criticità che rivolgono all'amministrazione provinciale locale: la «salvaguardia della professionalità e del salario»; il «non inserimento» di alcun nome sul «portale della mobilità» che non abbia destinazione «certa e inequivocabile al primo gennaio 2016»; la salvaguardia dell'integrità del corpo di polizia provinciale, mantenendo in organico tutti gli attuali componenti.

Le Province come noto scompariranno, al loro posto gli "enti di area vasta". Da 350 dipendenti ne resteranno 130. Ed è per loro e per i servizi che dovranno svolgere, oltre a vigilare sul fatto che gli accordi presi per gli altri siano rispettati, che i sindacati hanno delle preoccupazioni.

«Si vuole o no un presidio del territorio? – ha chiesto Mauro Scalabrini, funzione pubblica segreteria enti locali Cgil – La Provincia è in una buona situazione a livello economico e finanziario. Rispetta abbondantemente i parametri imposti dalla legge 190/2014 ovvero di portare le spese del personale al 50 per cento. Ma ogni anno vengono fatti tagli pesantissimi che sembrano voler far andare le Province al fallimento. Servono invece risorse».

Fiorella Dal Canto, della funzione pubblica e enti locali della Cisl ed Emanuele Pillitteri, Uil Fpl e Paola Ganni, Rsu, hanno rivendicato la «lungimiranza» proprio del sindacato e della Provincia di Livorno che permette all'ente di avere ancora un ampio spazio di manovra per la riorganizzazione.

Dal Canto ha anche lanciato un'accusa al segretario generale della Provincia, dicendo che «non sta avendo comportamenti consoni – sostiene – nei confronti dei dipendenti che potrebbero andare in altri enti» e chiede che ciò «non accada più».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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