La protesta
Rapina un sedicenne con il coltello per l’i-Phone
Arrestato un giovane di 21 anni, voleva 100 euro per la restituzione del cellulare i carabinieri hanno fotocopiato le banconote prima dello scambio a Salviano
LIVORNO. Gli ha puntato il coltello contro, probabilmente spalleggiato dai suoi amici, convinto di potersene approfittare ancora come aveva fatto in passato. E gli ha preso l’i-Phone che aveva in tasca, dicendogli che, se l’avesse voluto indietro, avrebbe dovuto dargli 100 euro il giorno dopo. D’altra parte non era la prima volta che cercava di estorcergli soldi, approfittando dei suoi 21 anni contro i 16 della vittima che aveva preso di mira già da tempo.
Stavolta però gli è andata male. Maksym Luts, studente ventunenne di origine ucraina ma residente già da molto tempo a Livorno, è stato arrestato dai carabinieri, si trova ai domiciliari e dovrà rispondere delle accuse di rapina ed estorsione. Sarà processato per direttissima, essendo stato colto in quasi flagranza di reato.
I fatti risalgono a pochi giorni fa, giovedì 22 e venerdì 23. E hanno per protagonisti un ragazzo di 16 anni e i suoi persecutori, che già da tempo lo prendevano di mira. L’ultima volta è stata giovedì, in piazza Mazzini, quando erano da poco passate le tre del pomeriggio e il ragazzo, che studia a Rosignano, si è ritrovato circondato da diversi giovani. Se fossero due, tre o quattro non si è ancora capito, ma le indagini sono ancora in corso. Uno di loro, Luts, ha estratto un coltello puntandoglielo addosso: poi, ha estratto dalla tasca del sedicenne l’i-Phone 4S. E, sempre tenendolo sottola minaccia della lama, l’ha costretto a dargli il codice Pin per sbloccare il cellulare.
Ma il giovane non puntava solo a intascarsi uno smarphone. Voleva anche i soldi, così ha avvertito la sua vittima: dammi cento euro, domani, e io ti restituisco il telefonino. E a quel punto le loro strade si sono separate. Da una parte se n’è andato l’aggressore, convinto di avere appena vinto dei soldi facili. Dall’altra parte il derubato, stanco di tante angherie.
La storia avrebbe potuto avere gli sviluppi che si vedono - o meglio, si intuiscono - spesso in questi casi: la vittima tace, paga e continua a subire, impaurita dalle conseguenze. E l’aggressore continua a perseguitarla, impunito.
Non è andata così. Il ragazzo ha reagito e, tornato a casa, ha raccontato i fatti alla madre. Insieme, i due sono andati alla caserma dei carabinieri per denunciare quella che, a tutti gli effetti, era una rapina e non più solo un atto di bullismo. Il giorno dopo, all’appuntamento per lo scambio al parco di Salviano, Luts si è presentato da solo. Il ragazzo gli ha consegnato due banconote da 50 euro l’una, chiedendo in cambio il cellulare. Ma il suo aggressore gli ha detto di non avere più l’i-Phone, di averlo già venduto.
Era falso e si è visto pochi istanti più tardi. A Salviano, infatti, si erano presentati i carabinieri. E i militari dell’Arma, poco dopo la consegna del denaro, sono usciti allo scoperto. Hanno bloccato il giovane di 21 anni e l’hanno perquisito. E, addosso, gli hanno trovato ovviamente le due banconote, che in precedenza erano state fotocopiate dagli stessi carabinieri in modo da poterle riconoscere. Non solo: Luts si era portato con sé anche l’i-Phone che aveva rubato, quello che diceva di avere venduto. Voleva prendere due piccioni con una fava, è ai domiciliari e dovrà rispondere di rapina ed estorsione. E, quando la perquisizione è stata estesa all’abitazione, è saltato fuori anche un coltello. Lo stesso che aveva usato per minacciare un ragazzo di cinque anni più giovane, insieme - probabilmente - ai suoi amici su cui ora stanno indagando gli inquirenti.
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