Il Tirreno

Livorno

Il sindaco Nogarin silura il vertice di FarmaLi

di Juna Goti
Il sindaco Nogarin silura il vertice di FarmaLi

Comparini lascia la guida delle farmacie dopo mesi di tira e molla. Era stato fortemente sostenuto dal gruppo M5s

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LIVORNO. È accaduto di nuovo. Dopo i ripetuti cambi al vertice di Aamps e la sfiducia rifilata dal sindaco al presidente di Spil, salta anche l’amministratore unico di FarmaLi. Ovvero la società tutta di proprietà della Liri (società in liquidazione che a sua volta è tutta del Comune) che gestisce le farmacie comunali.

Ieri mattina, a sorpresa, il liquidatore della Liri ha incontrato l’ormai ex amministratore di FarmaLi, il ragioniere-commercialista Mirco Comparini (voluto dal sindaco nel settembre del 2014), e gli ha comunicato che la proprietà ha deciso di accogliere le sue dimissioni. Peccato, però, che quelle stesse dimissioni – sulla scrivania del sindaco da aprile – fossero state in parte ritirate poche settimane fa dopo l’intervento deciso dei consiglieri M5S e dopo un faccia a faccia con lo stesso Nogarin.

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Cosa è accaduto nel frattempo? Cosa c’è dietro le dimissioni prima annunciate, poi diventate irrevocabili, poi di fatto ritirate? Certo è che sullo sfondo restano le farmacie, che avrebbero dovuto rappresentare uno dei perni principali della rivoluzione a 5 Stelle. Una decisione importante è stata presa: la giunta Cosimi voleva venderle, la giunta Nogarin ha bloccato la privatizzazione. Ma di fatto – nonostante gli sos lanciati dall’amministratore – nell’ultimo anno il piano di rilancio delle farmacie non s’è visto, come ha sottolineato tre giorni fa in commissione lo stesso consigliere M5S, Alessandro Mazzacca, in polemica con l’assessore alle partecipate.

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Ieri Comparini ha confermato di non essere più alla guida: «È vero, ma preferisco che a parlare siano i documenti...». Ma non aveva incontrato Nogarin? «È vero anche questo, ci siamo incontrati e da quell’incontro era scaturito un testo sulla mia disponibilità a rientrare in campo. Ma quella conversazione resta tra me e il sindaco. Oggi non sono più amministratore di FarmaLi, l’ho appreso dodici ore prima della riunione. Io, il sindaco e il suo portavoce non ci eravamo più parlati da quel momento».

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Comparini ha scritto la prima lettera di dimissioni ad aprile. Proprio nelle settimane delle turbolenze per il mancato rinnovo della convenzione Asl. Il Comune, però, non ha reagito e il 4 luglio ha scritto di nuovo, parlando di «dimissioni irrevocabili» per «assoluta incompatibilità con l’ambiente nel quale si rende necessario operare». Ha chiesto una «urgente sostituzione». Ma niente. Ad agosto sono intervenuti i consiglieri comunali del M5S, che hanno scritto anche al sindaco esprimendo «all’unanimità il desiderio che Comparini rimanga in carica» perché «la sua impostazione e il suo operato, inclusa la costante richiesta di collaborazione con il Comune, rientrano perfettamente nelle linee del M5S» (pur evidenziando la «non appartenenza di Comparini ad alcun movimento o partito»). Il passaggio è delicato: il gruppo chiede di essere «messo a conoscenza», da lì in avanti, di «qualsiasi comunicazione tra FarmaLi, Liri e Comune in modo da controllare che si crei una stretta collaborazione che consenta di portare avanti il progetto farmacie comunali».

A inizio settembre Comparini incontra Nogarin e subito dopo comunica la sua «disponibilità al ritiro delle dimissioni». Fino a ieri. Tra i 5 Stelle la notizia si è sparsa in fretta. Per ora non è ufficiale, ma il nome che circola come sostituto è quello di Valerio Bertani.

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