Il Tirreno

Livorno

Operaio travolto dal carrello in porto, operato per ore: è gravissimo

di Federico Lazzotti
Il luogo dov'è avvenuto l'incidente
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Il luogo dov'è avvenuto l'incidente

Livorno, i medici hanno salvato entrambi gli arti inferiori, ma il giovane di 27 anni resta in prognosi riservata. La Procura ha aperto un’inchiesta

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LIVORNO. Un urlo disperato rimbalza tra i container accatastati nel piazzale. L’operaio alla guida del carrello elevatore che sta facendo manovra per movimentare la merce al Terminal Rebora, nella zona del retro-porto, al Calambrone, blocca la macchina e si volta di scatto. Quella che si trova di fronte è una scena terribile che fa fatica a descrivere anche a distanza di ore, quando i carabinieri lo ascoltano per ricostruire l’ennesimo incidente sul lavoro avvenuto in area (para) portuale: il giovane collega a terra, dolorante, impaurito e con entrambe le gambe distrutte dal peso della macchina, un bestione da oltre 70 tonnellate.

Comincia da qui la corsa contro il tempo per salvare la vita a Matteo Belloni, 27 anni, operaio livornese rimasto gravemente ferito intorno alle 10 di giovedì 22 ottobre al Terminal di proprietà del presidente del Livorno Calcio Aldo Spinelli. Il ventisettenne, in tarda serata, stava ancora lottando tra la vita e la morte in una stanza dell’ospedale Cisanello di Pisa dove è stato ricoverato d’urgenza. «È in prognosi riservata e la situazione è ancora gravissima», spiegano. L’operaio nel pomeriggio è stato sottoposto a un lungo e delicato intervento chirurgico durante il quale i medici sono riusciti per il momento a salvargli entrambi gli arti inferiori risolvendo i problemi vascolari causati dalla schiacciamento dell’arto.

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«Da un punto di vista cerebrale - fanno sapere - la situazione non è invece preoccupante». Decisive, in ogni caso, le prossime ore di degenza, durante le quali i medici potranno capire meglio quali conseguenze possa subire il paziente.

L’indagine. Intanto la Procura di Livorno ha già stato aperto un fascicolo, ancora contro ignoti, per ricostruire la dinamica dell’incidente ed eventuali responsabilità per quello che riguarda la sicurezza sul lavoro. Dell’indagine si stanno occupando i carabinieri della stazione Porto e i tecnici della medicina del lavoro dell’Asl 6.

Secondo una prima ricostruzione, ancora da confermare, l’impatto è avvenuto mentre il carrello elevatore stava effettuando una manovra a marcia indietro, il che implicherebbe che intorno al forklift non avrebbe dovuto muoversi nessuno vista la pericolosità del veicolo. Nei prossimi giorni si capirà meglio se il pm di turno Antonio Di Bugno abbia o meno l’intenzione di nominare un consulente, esperto in questo tipo di attività, per ricostruire con esattezza la dinamica. In ogni caso, il conducente del carrello elevatore che ha travolto il ventisettenne rischia ora di essere indagato con l’accusa di lesioni gravissime assieme al responsabile della sicurezza del datore di lavoro del giovane operaio ferito.

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I soccorsi. Oltre all’incidente, già gravissimo in sé, il luogo nel quale è avvenuto ha reso ancora più difficili i soccorsi. Al Terminal Rebora, infatti, in un primo momento è arriva un’ambulanza della Svs che ha chiesto anche l’intervento dell’elisoccorso Pegaso. «Quando l’elicottero è arrivato - raccontano - il pilota si è reso conto di non avere spazio sufficiente per atterrare». Ecco perché il medico di Pegaso e l’anestesista, per dare supporto all’équipe medica dell’Svs, si sono calati con il verricello sul piazzale. «In un primo momento abbiamo pensato di trasportare il ferito in elicottero per non sollecitare ancora di più il fisico con il viaggio in ambulanza». Quando però è stato chiaro che in volo non sarebbe stato possibile compiere il tragitto fino a Pisa, i soccorritori hanno optato per il viaggio in ambulanza.

Le reazioni. La notizia dell’ennesimo incidente sul lavoro è arrivata, anche in consiglio comunale, tanto che il vice presidente ha fatto visita al ferito all’ospedale. Anche il presidente della Provincia, Alessandro Franchi, ha espresso preoccupazione per le condizioni dell'operaio. «Questo ulteriore episodio, insieme a quello meno grave verificatosi sempre in porto in queste ultime ore, sono campanelli di allarme che non dobbiamo sottovalutare. Occorre fare ogni sforzo, per garantire condizioni di lavoro sicure e favorire un costante processo di crescita della cultura della sicurezza in ogni ambito lavorativo. In attesa che si faccia chiarezza sulla dinamica dell'incidente, mi auguro che il lavoratore coinvolto torni presto dalla sua famiglia».

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