Il Tirreno

Livorno

l’azienda: «livorno È strategica», il 4 novembre incontro decisivo

Grandi Molini, tremano in 50 Cassa a zero ore fino a dicembre

di Alessandro Farulli

LIVORNO. Ci sono altre cinquanta famiglie che vivono col fiato sospeso. Sono quelle dei lavoratori della Grandi Molini, in cassa integrazione ordinaria a zero ore (e all'80 per cento di stipendio)...

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LIVORNO. Ci sono altre cinquanta famiglie che vivono col fiato sospeso. Sono quelle dei lavoratori della Grandi Molini, in cassa integrazione ordinaria a zero ore (e all'80 per cento di stipendio) dal 7 settembre con la prospettiva del rientro il 7 dicembre, ma con l'ombra della chiusura dello stabilimento che si innalza all'orizzonte.

Ieri, mentre in Confindustria era in corso l'incontro dei vertici societari con i sindacati, decine di dipendenti, col cuore in gola, aspettavano fuori, sul marciapiede di via Roma, risposte che tuttavia non sono arrivate. Incontro interlocutorio, hanno detto i sindacalisti alla fine della riunione, tutto rimandato al 4 novembre.

«Per il momento l'azienda non ci ha fornito dati utili sulla ripresa delle attività - spiegano i sindacati confederali dell'agroindustria - ci hanno confermato che quello di Livorno per il gruppo è uno stabilimento strategico, sia per la mole di investimenti fatti, che per le infrastrutture di cui può usufruire».

Fra poco più di dieci giorni dunque i lavoratori sapranno che cosa accadrà loro e che cosa accadrà all'enorme silos di via Leonardo Da Vinci. «La prima settimana di novembre ci dovranno dire per forza qualcosa - sostengono, mentre il capannello in via Roma si scioglie - anche perché la cassa sacrà un mese dopo».

La Grande Molini di Livorno, da una quindicina di anni sul nostro territorio, è specializzata nella produzione di farine di grano tenero e di semole di grano duro per l'industria alimentare e gli artigiani. La direzione generale è a Rovigo. Quello di Livorno è lo stabilimento del gruppo che approvvigiona il centro e la vicinanza a un'infrastruttura portuale è importante per il nuovo piano industriale che l'azienda, per il momento ha solo ventilato.

La crisi riguarderebbe tutto il gruppo che ha in totale 500 dipendenti. Le avvisaglie che qualcosa non stesse andando per il meglio risalgono a qualche mese fa. Tanto che l'indotto è stato il primo a subire un drastico taglio, ma ora la situazione è peggiorata e circolano voci di una possibile chiusura.

«La crisi - proseguono i sindacati - è stata dovuta alle oscillazioni del prezzo del grano, ma l'assicurazione che quello di Livorno è uno stabilimento importante per il gruppo lascia ancora aperte le porte della trattativa». E la speranza di 55 famiglie.

La cassa integrazione, raccontano i lavoratori, è arrivata come un fulmine al ciel sereno. In tanti anni non era mai successo ed è questo che ha messo in allerta i dipendenti che almeno, fino ad oggi, hanno sempre ricevuto regolarmente lo stipendio.

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