Gioco
Aurigi: la rotatoria si farà In Borgo partono i lavori
In consiglio la petizione di 560 cittadini per chiedere di sospendere l’intervento L’assessore: «Possibili modifiche, ma non essenziali». Critiche alla partecipazione
LIVORNO. La rotatoria s’ha da fare, nessuna retromarcia: come ha annunciato ieri mattina l'assessore Alessandro Aurigi, i lavori in piazza Giovine Italia partiranno la prossima settimana.
Ieri, in consiglio comunale, è stata infatti discussa la petizione che è stata sottoscritta da 560 cittadini e che è stata depositata ad agosto per chiedere: 1) «la sospensione dei lavori per la realizzazione della rotatoria in piazza Giovine Italia»; 2) «la revisione del progetto, anche in vista dell’apertura di piazza Cavour». Una petizione articolata, accompagnata da una serie di proposte sia sull’asse lungomare che rispetto alla viabilità di Borgo.
L'assessore ai lavori pubblici e all'urbanistica ha fatto sapere che «le richieste arrivate dai cittadini sono state trasmesse agli uffici, che le stanno valutando». Ma ha comunque messo in chiaro che «l'intervento è già stato appaltato a un soggetto», che si tratta di un «appalto unico, partito a marzo 2015, che riguarda anche la costruzione delle altre due rotatorie sul lungomare e piazza del municipio», che «c’è un contratto e i lavori nel comparto sono già in corso». Tradotto: «La rotatoria in sé non può essere messa in discussione, la sospensione dei lavori non è attuabile». Sono eventualmente «fattibili», dice Aurigi, «varianti non sostanziali al progetto, come lo spostamento della rotatoria di uno o due metri, o la modifica della curvatura della strada rispetto al parcheggio dei motorini, o ancora i sensi di marcia nella piazza», ma «non modifiche sostanziali, come un semaforo al posto della rotatoria, che avrebbero ricadute importanti sulla mobilità e stravolgerebbero il contenuto del progetto che sta alla base di una gara già assegnata, la ditta potrebbe rivalersi».
Le opposizioni non ci stanno e vanno all’attacco, soprattutto sul fronte della partecipazione, uno dei cavalli di battaglia dei 5 stelle. «Molti dei firmatari – interviene Alessio Ciampini (Pd) – hanno anche partecipato al progetto partecipativo di Porta a Mare, hanno fatto proposte concrete con questa petizione, ma se si chiede loro di partecipare e poi non si ascoltano...». «Non prendiamoli in giro – tuona – quali modifiche ci saranno se i lavori partiranno la prossima settimana?».
Marco Cannito (Città Diversa) con il suo intervento spazza via qualunque ipotesi di un suo ingresso in giunta: «Aurigi non ha avuto neanche il tempo di incontrare i cittadini, non dovevate essere quelli della partecipazione? Le cose si fanno per tempo, con attenzione, con quell’umiltà che avete dimostrato di non avere».
«Avete detto no al nuovo ospedale e ai palazzi in piazza del Luogo Pio, non ci credo che non sia possibile rivedere il progetto di una rotatoria», gli fa eco Marco Bruciati (Bl). Marco Valiani (Lbc) punzecchia: «Avete aperto i cassetti, ma per prendere i progetti della vecchia amministrazione».
Dai banchi dei 5 Stelle controbatte nel merito l’ingegnere Edoardo Marchetti: «In realtà delle piccole modifiche al progetto originario sono già state fatte, ad esempio l’introduzione della pista ciclabile. Quanto all’immissione diretta di Borgo Cappuccini nella futura rotatoria, come viene chiesto nella petizione, non si può fare, non si possono inserire due ”bracci” così ravvicinati nella rotatoria, aumenterebbe il rischio di incidenti. La parte della viabilità interna, invece, potrebbe anche essere rivista».
La vicesindaco Stella Sorgente e l’assessore Aurifgi non ci stanno a sentir parlare di falsa partecipazione: «Il percorso partecipativo, che ha visto la presentazione di 84 progetti, è altro dalla petizione, non prendiamo in giro nessuno». «Il progetto era già stato finanziato per 1.890.000 euro dal ministero – ricorda comunque Aurigi – lo abbiamo rimodellato nell’ottica di una maggiore sostenibilità. L’intenzione è di modificare quella che oggi è un’autostrada a 4 corsie sul mare e migliorare la vivibilità del quartiere».
Non sono d’accordo i firmatari della petizione, che in consiglio hanno tirato fuori il cartello: «Oligarchia partecipata».
(j.g.)
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