Gioco
Angella (Cgil): un presidio fisso di soccorso in porto
LIVORNO. «Serve un presidio fisso di primo soccorso per chi gravita intorno al porto». Simone Angella, della Filt Cgil, lancia un’idea alla città, all’Asl, all’Authority, al mondo del porto. «E’ il...
LIVORNO. «Serve un presidio fisso di primo soccorso per chi gravita intorno al porto». Simone Angella, della Filt Cgil, lancia un’idea alla città, all’Asl, all’Authority, al mondo del porto. «E’ il momento di fare una riflessione - dice -. Il porto è un sito complesso, attorno a cui gravitano migliaia di lavoratori, più il mondo delle navi passeggeri, i camionisti, i crocieristi. Ci sono giornate in cui sulle banchine girano anche ventimila persone. Eppure non esiste un posto di primo soccorso attrezzato, con un'ambulanza e con l'attrezzatura che serve. E’ inconcepibile. Se quell’incidente fosse accaduto su una nave, chi l’avrebbe tirato fuori il ferito? Un ragazzo ai comandi di una gru, che non ha la formazione per fare un’operazione di quel tipo? Le ambulanze non hanno le attrezzature per entrare nelle stive delle navi. Il porto non è la citta, qui serve personale attrezzato, formato, specializzato, stabilmente posizionato qui, in grado di operare in pochi minuti». La proposta riporta indietro le lancette del porto di 40 anni, ma è attuale come non mai: «E’ necessario costruire con l'Asl e all’Autorità portuale un percorso di istituzione di uno o più posti di soccorso, con personale formato e attrezzature adeguate. Un tempo era così: il posto di primo soccorso in porto c'era, c'erano tre ambulanze, erano gli anni Settanta. Non le finanziava il pubblico, o almeno non solo il pubblico. In quei presidi c'era tanto di chi lavorava in porto, c’erano la mano, i soldi, la sensibilità dei portuali». (g.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google