Il Tirreno

Livorno

«36 alloggi della Chiccaia vanno all’emergenza casa»

L’annuncio del sindaco in consiglio: «Utilizzo temporaneo per due anni» Poi l’immobile sarà demolito. Il Pd: «Presentate gli atti sulla sicurezza»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. In attesa della demolizione, 36 alloggi del vecchio blocco popolare della Chiccaia, a Shangai, saranno utilizzati, in via provvisoria, per tamponare l’emergenza casa. Questo è l’ultimo capitolo della storia infinita della Chiccaia, sul cui futuro, negli ultimi mesi, è stato detto di tutto. Prima il pressing del fronte sindacale (Unione Inquilini e Asia) per non demolire subito la struttura e dare a chi è stato sfrattato le case che si stanno via via liberando, poi l’apertura della nuova amministrazione comunale seguita da mille “vedremo” e “faremo” legati alle analisi tecniche. Infine, poche settimane fa, l’altolà chiaro della macchina amministrativa del Comune. Ora ad annunciare la sterzata è lo stesso sindaco.

«La situazione – dice in apertura del consiglio comunale – si è risolta ieri sera in un incontro tra l’amministrazione comunale (presenti dirigenti, segretario e assessore di riferimento) e Casalp: dopo vari sopralluoghi abbiamo deciso che faremo intervenire Casalp – attraverso un percorso che stiamo cercando di cucire al meglio, con un aumento di capitale o attraverso il conferimento di immobili – per destinare 36 alloggi della Chiccaia a un utilizzo temporaneo, per circa due anni, secondo criteri che siano noti e chiari per tutti».

Insomma, quando le 36 famiglie che devono raggiungere le case nuove di Corea lasceranno quelle di Shangai (ci vorranno un’altra quindicina di giorni, dice Dhimgjini), il Comune darà le chiavi degli appartamenti ad altre famiglie, seguendo le graduatorie dell’emergenza. Tutto questo – almeno nelle intenzioni – fino a quando la Chiccaia non sarà demolita e ricostruita, come previsto dal piano di recupero.

Piano che, promettono oggi il sindaco e l’assessora Dhimgjini, «non sarà interrotto: il percorso sarà governato secondo criteri ben precisi, regolamentato guardando alle graduatorie della morosità incolpevole e degli sfratti: non sarà un caos».

Nogarin ha fatto sapere anche che «Casa Firenze sarà venduta per attingere dal mercato immobiliare e avere immediata disponibilità di ulteriori case da destinare al’emergenza abitativa». E ha confermato che «è in atto il percorso per spostare verso Casalp la gestione degli immobili di proprietà di Spil».

Ma tornando alla Chiccaia, sono ancora molti i punti da chiarire. Intanto Dhimgjini fa sapere che «dovranno essere sostenute spese consistenti per un professionista che dia le dichiarazioni di conformità». In altre parole per consentire un utilizzo temporaneo di quei 36 alloggi serviranno le certificazioni impiantistiche per luce e gas. Una cifra che a margine il sindaco quantifica in circa 130.000 euro.

Dopo una lunga discussione – nel corso della quale De Filicaia (Pd) ha ripetuto alla giunta che «non è farina del vostro sacco, c’è una spinta fuori dal consiglio», mentre Cannito (Cd) ha chiesto di «applicare l’articolo 835 del codice civile e di requisire le strutture pubbliche» – il consiglio ha approvato la mozione firmata da Bruciati (Bl), Cannito (Cd), Grillotti (M5S) e Valiani (Lbc) in favore dell’ “utilizzo temporaneo degli appartamenti della Chiccaia per le famiglie senza casa”. Mozione che ricalca proprio il documento-appello che l’Unione Inquilini aveva diffuso il 10 ottobre. La mozione è passata, con l’astensione di Fi e del Pd. «Perché prima – hanno chiarito dal gruppo Pd sia De Filicaia che Caruso – vogliamo vedere gli atti firmati dai tecnici che dicono che quelle case sono sicure e che comunque non sarà fermato il piano di recupero: carte che a oggi non ci sono...».

Juna Goti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web