Gioco
Rivellino, 100 milioni per spostarlo «Ne abbiamo solo 10»
LIVORNO. Cento milioni di euro: a tanto dovrebbe ammontare l'investimento per lo spostamento del Rivellino, con la costruzione di un nuovo depuratore, più moderno ed efficiente, nella zona nord (non...
LIVORNO. Cento milioni di euro: a tanto dovrebbe ammontare l'investimento per lo spostamento del Rivellino, con la costruzione di un nuovo depuratore, più moderno ed efficiente, nella zona nord (non lontano dallo Scolmatore) e con la conseguente possibilità di liberare il centro storico dal vecchio impianto.
A spiegarlo è il presidente di Asa, Fabio Del Nista, durante la conferenza sui risultati aziendali nella gestione del servizio idrico integrato al termine dell'estate 2015.
L'occasione per parlare del Rivellino arriva al capitolo degli investimenti già programmati tra il 2015 e il 2016: sul totale di 16 milioni (su tutto il territorio di competenza Asa) quelli dedicati alla riduzione dell'impatto ambientale e all'ottimizzazione dei processi del depuratore di San Marco sono "appena" 750mila euro. «Questo - precisa Del Nista - è un primo intervento che ci consente di guadagnare 2-3 anni di tempo, in attesa di capire se il trasferimento del Rivellino si farà o meno. Il progetto - aggiunge - lo abbiamo già redatto: è nelle mani di Regione, Comune, Provincia e Autorità Portuale. Ma noi da soli non riusciamo a realizzarlo: siamo in grado di metterci 10 milioni, ma ne servono almeno 100, perché non si tratta di fare solo un trasferimento, ma di creare un sistema di acqua industriale di qualità che rifornisca porto, industrie e aree pubbliche. Resta da capire se sarà fattibile - chiude Del Nista - altrimenti con i nostri 10 milioni ristrutturiamo il Rivellino, ma non è questo l'obiettivo che si sono posti enti locali e amministrazioni».
Poi l'amministratore delegato Ennio Trebino e i dirigenti Mirco Brilli e Michele Del Corso fanno il punto sull'attività di Asa al 30 settembre 2015 sui 33 comuni di competenza. E sottolineano che, nonostante l'estate più calda dal 1800 e i picchi di consumo di acqua, sul territorio non si sono registrati grossi inconvenienti, grazie al sistema di telecontrollo che garantisce risparmio energetico e tempestività di intervento in caso di anomalie. I dirigenti snocciolano i dati sugli interventi di ammodernamento delle centrali (con l'installazione di gruppi di pompaggio controllato per regolare la pressione dell'acqua) e di riparazione sulle condotte: questi ad oggi sono 3494, con i guasti che hanno causato circa 1,6 milioni di metri cubi di acqua dispersa. Gli investimenti nel 2015 solo per reti e impianti ammontano invece a 8 milioni.
Al capitolo della depurazione e fognature, spiccano i dati sull'eccellente qualità del mare lungo il litorale e gli oltre 900 controlli di Arpat, che solo in 33 circostanze hanno portato a una temporanea non balneabilità (con divieti per 24-48 ore).
(g. carl.)
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