Gioco
«L’Odeon incassa 250mila euro un terzo di quanto potrebbe...»
Il presidente Guidotti parla in commissione dopo la sfiducia di Nogarin Ecco il piano presentato al Comune: prevista anche la cessione di case a Casalp
LIVORNO. Oggi l’Odeon incassa solo 250.000 euro all’anno. Meno di un terzo del suo potenziale, se è vero che a regime potrebbe arrivare a 800.000. A dirlo è stato lo stesso presidente di Spil, Luciano Guidotti, che ieri è stato protagonista della seconda commissione convocata in municipio da Elisa Amato (Fi). Unico attore sui banchi dell’amministrazione, visto che l’assessore alle società partecipate ha dato forfait.
Per Guidotti è stata la prima uscita pubblica da quando è stato invitato dal sindaco a farsi da parte. E in assenza dell’assessore, ha messo subito in chiaro che avrebbe risposto solo a domande di carattere tecnico e ha tirato fuori dalla borsa una “lastra” delle attività di Spil per rispondere all’interpellanza di Andrea Raspanti e Marco Bruciati (Bl).
È così che viene messo nero su bianco che oggi la società controllata dal Comune – nata soprattutto per favorire la reindustrializzazione del territorio – è impegnata per il 43% nella “gestione del patrimonio immobiliare”, per il 40% nei “programmi di riqualificazione urbana”, solo per il 15% in “programmi di sviluppo economico locale” e per il 2% in “servizi alle imprese e alle pubbliche amministrazioni”.
Torna quindi ad affiorare tutto il peso dell’operazione Odeon, che ha legato le mani alla società (che ha un indebitamento complessivo «intorno ai 30 milioni», a fronte di un bilancio in leggero utile). «Un investimento sbilanciato – ripete oggi Guidotti – che di fatto ha incuneato l’azienda in una situazione complessiva critica». Il presidente premette che «dopo la risoluzione del rapporto con il precedente gestore e l’affidamento del parcheggio a Castimm, società controllata da Spil, i volumi economici dell’Odeon sono cresciuti del 90%, un trend confermato nella prima metà di quest’anno, con un ulteriore incremento del 30% degli incassi». Ma aggiunge anche che il parcheggio «incassa circa 250.000 euro all’anno» mentre «si potrebbe arrivare a 800.000, tanto per capire il rapporto che c’è tra capienza e utilizzo». Cosa servirebbe? La risposta è sempre la stessa: «Un assetto della mobilità che lo renda appetibile».
Sullo sfondo restano comunque «1.400.000 euro all’anno di interessi passivi che derivano dall’eccessiva forma di finanziamento ottenuta a suo tempo». Insomma, quei 20-25 milioni spesi per costruire il parcheggio continuano a farsi sentire. E non è un caso che il presidente dica che «se qualcuno viene e vuole comprare l’Odeon, stendiamo un tappeto rosso». Parentesi: Guidotti conferma anche che ci sono stati contatti con la società di Napoli che si è confrontata con Andrea Marzovilla.
Sta di fatto che ad aprile il cda di Spil ha presentato al Comune un piano di riequilibrio economico finanziario che poggia su due assi: «una ristrutturazione del debito che possa liberare risorse finanziarie» e una «cessione di asset immobiliari non strategici» che portino anche a un «riallineamento» dei compiti tra le partecipate. Tradotto: Spil vuole cedere 65 immobili, molti dei quali al Comune e a Casalp, che «potrebbero usarli per far fronte all’emergenza casa», con «una somma di ritorno per Spil» («il sindaco – dice – ha mostrato disponibilità...». La società – snocciola – oggi ha 35 appartamenti (quelli ex “Stringi Stringi”) dati in affitto alle stesse condizioni delle case popolari: portano nelle casse di Spil 47.000 euro all’anno, per 2900 metri quadri (circa 1 euro al metro al mese). Poi ha 13 appartamenti a canone libero (60.000 euro all’anno); 2 a canone concordato (9.000 euro); 14 sono liberi e a caccia di acquirenti. Spil spera di incassare da una ipotetica cessione di tutti gli immobili residenziali 6,5 milioni.
Sul piano il Comune non si è ancora espresso. Mentre Cannito (Città Diversa) agita lo spettro del fallimento. «Non si parla di percorsi fallimentari – controbatte Guidotti – certo questo è un piano di natura liquidatoria che prevede delle cessioni...».
Juna Goti
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