Gioco
Del Nista insiste: «Uniamoci con Gaia o Iren ci venderà»
Il presidente di via del Gazometro lancia l’allarme «C’è una trattativa con Acea per cedere le quote private»
LIVORNO. Fabio Del Nista torna a rilanciare la sua proposta di unire Asa con la società versiliese-apuana Gaia.
La scorsa estate, infatti, il presidente di via del Gazometro aveva presentato un dossier al sindaco Nogarin - raccontato in anteprima dal Tirreno -, per aumentare la quota pubblica di Asa attraverso una fusione per incorporazione con Gaia. Ma non aveva trovato il sostegno necessario da parte del primo cittadino.
Ora, a distanza di un mese e mezzo dal dibattito che si aprì dopo la pubblicazione di quel documento, il numero uno di Asa si dice ancora convinto di quell’idea e lo fa in un dibattito organizzato dall’associazione Il Centro.
«A parte il sindaco di Livorno – commenta in modo polemico - gli altri soggetti interessati sono stati zitti e io allora non ho più parlato con nessuno».
Per il presidente di Asa i motivi dell’utilità della fusione sono ancora assolutamente validi: «Noi siamo una società pubblica al 60%, e non siamo messi poi così male a livello economico-finanziario. Loro – prosegue - sono al 100% in mano pubblica, ma hanno grosse difficoltà economiche. Insieme potremmo far salire le quote del pubblico al 75%». Con quali prospettive? «In questo modo - aggiunge Del Nista - il privato uscirebbe dalla governance, e per riprendersela sarebbe costretto a comprarci ulteriori quote, dunque a investire capitali nell’azienda». Insomma, non solo un modo per tenere le redini del comando a maggioranza pubblica, ma anche per rafforzare le casse della società.
Detto questo, però, Del Nista offre un’altra riflessione, che suona un po’ come un avvertimento: «Mentre Nogarin parla tanto di pubblico al 100%, io ho l’impressione che Iren stia già trattando con Acea per la cessione delle sue quote. Guardate – prosegue - questo è anche l’orientamento regionale, e in questo modo di pubblico rimane solo l’acqua piovana, inoltre gli investimenti andrebbero tutti a Firenze».
Al centro della discussione anche la tariffa pagata dai livornesi: «È vero, è alta, ma non dobbiamo fare ideologia. L’erogazione ha dei costi, a partire dall’energia che serve per spingere l’acqua nelle nostre zone e per depurarla, inoltre sono stati fatti diversi investimenti». Allo stesso tempo, il presidente di Asa ha ribattuto sul fatto dei canoni che l’azienda deve al Comune di Livorno (e agli altri comuni): «Se è vero che dobbiamo dare al Comune di Livorno 2,8 milioni di euro, è altrettanto vero che il 25% della tariffa va in tasca all’amministrazione per il canone di concessione».
Infine, una stoccata anche ai livornesi: «In media il tempo di riscossione della bolletta è a 180 giorni, quando nel resto del territorio è più basso. In ogni caso – conclude - l’anno scorso abbiamo tagliato solo 266 utenze, che su tutta la popolazione rappresentano appena lo 0,89%».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
