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Addio a Paolo Bardi: ha costruito mezza Livorno
L’imprenditore è morto a 72 anni: ha tirato su decine di palazzi ad Antignano e ha firmato la ristrutturazione del Paradisino
LIVORNO. E’ in lutto il mondo dell’edilizia livornese per la morte di Paolo Bardi, l’uomo che ha messo la firma sulla ristrutturazione forse più importante avvenuta nella Venezia, quella del Paradisino, che ha letteralmente cambiato volto al quartiere più antico della città.
Bardi è morto domenica notte in ospedale, dove era ricoverato. I funerali si sono svolti martedì nella chiesa di Santa Lucia ad Antignano. Aveva 72 anni ed era l’erede di una dinastia di costruttori fondata dal nonno Tebaldo a inizio Novecento e continuata dal padre Egidio.
Ma non è solo per questo che con lui scompare un pezzo di storia dell’imprenditoria edile della città. E’ soprattutto perché in cinquant’anni o quasi alla guida dell’azienda, Paolo Bardi ha inciso il suo nome sul cambiamento e sullo sviluppo di Livorno. Sono stati i suoi operai a tirar su decine di palazzi ad Antignano, in via delle Fornaci, in via della Meloria, in via Gori. E proprio ad Antignano, dove Bardi ha sempre vissuto e dove ha installato il proprio quartier generale, la sua azienda è impegnata adesso nella costruzione del lussuoso complesso all’interno di villa Pendola, dopo aver terminato quella delle nuove villette davanti al Miramare, sul terreno in cui fino a pochi anni fa sorgeva la residenza estiva delle suore francescane.
C’è la mano di Paolo Bardi anche nella zona nord della città e nei grandi complessi artigianali e commerciali della periferia: dalla realizzazione della galleria Smeraldo a Collesalvetti a quella di viale Carducci dove ora ha sede Maury’s, fino ad una serie di complessi in via Firenze, le concessionarie Renault e Jaguar e proprio a fianco l’edificio rosso che ospita Eurasia.
Amante di Livorno e della sua storia, all’inizio degli anni Duemila l’imprenditore ha affrontato la sfida probabilmente più impegnativa e stimolante della sua carriera: riportare agli antichi splendori il settecentesco complesso del Paradisino, abbandonato e malmesso dopo essere stato ospedale femminile, poi lussuosa dimora della famiglia Filicchi che vi ospitò anche Ferdinando IV delle Due Sicilie e poi ancora scuola gestita dalle maestre Pie Venerini. Un intervento da oltre 13 milioni di euro che è stata in grado di trasformare definitivamente il quartiere della Venezia, considerata la centralità e l’imponenza dell’edificio affacciato su via della Venezia, piazza del Luogo Pio e scali delle Barchette.
Paolo Bardi lascia la moglie Donatella e le figlie Gaia e Claudia, a cui è passata la guida dell’azienda.
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