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Livorno

«Spesi 6mila euro per riparare tutti i danni»

«Spesi 6mila euro per riparare tutti i danni»

Parla il titolare del bar di via Cairoli svaligiato per due volte in un settimana con la stessa tecnica

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LIVORNO. «Di chiunque si tratti, sono malviventi sicuramente poco furbi. Se proprio devi prenderti una denuncia per furto con scasso dovresti farlo per 200 mila euro, non per duecento. Così, il gioco non vale la candela». In quattro anni, da quando cioè ha aperto il Carolina Cafè, Andrea Scali non aveva mai subito un furto.

Nel giro di esattamente una settimana, è stato svegliato due volte dall’allarme antifurto che scatta al momento della rottura della vetrina, avvertendo istituto di vigilanza e gestore. A danneggiargli il negozio sono stati due colpi fotocopia, sempre tra le due e mezza e le tre della notte tra domenica e lunedì.

E non è certo l’incasso il suo problema. «Abbiamo speso seimila euro per pagare tutti i danni», spiega Scali. I primi 3.800 sono partiti per sostituire la vetrata rotta di via Cairoli, sfasciata nella notte tra l’11 e il 12 ottobre.

Altri duemila se ne sono andati dopo che, nella notte tra il 18 e il 19, a essere infranta è stata la vetrata di via Serristori. La sostituzione della vetrina è costata poco più di 1.500 euro, a cui va aggiunta la perdita dell’incasso (circa 120) e il costo della cassa trafugata.

Tradotto: ogni euro incassato dai ladri sono trenta euro che il gestore ha speso per riparare le vetrate rotte e sostituire la cassa rubata nel secondo furto. Soldi che, poi, l’assicurazione restituirà.

«Ho dovuto mettere una nuova vetrata sul lato di via Serristori - racconta Scali -. Quella vecchia era stata introdotta dall’interno durante i lavori di allestimento del locale. Per metterne una uguale, avremmo dovuto smontare il bancone e un pezzo della pasticceria. Un lavoro di questo genere, invece che pochi minuti, avrebbe richiesto alcuni giorni. E in queste giornate avremmo dovuto rimanere chiusi, perdendo altri soldi».

Molti più di quelli contenuti all’interno delle casse svuotate dai ladri e, probabilmente, di quelli che l’assicurazione dovrà restituire a Scali. Con la differenza che, nel caso che si fosse deciso di mettere la stessa vetrata, il gestore avrebbe dovuto pagare di tasca sua la scelta di tenere chiuso. E, con lui, i dipendenti.

(r.r.)

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